In un’Italia che da decenni viaggia sui binari sicuri di un calendario scolastico più o meno sempre uguale (in classe da metà settembre a inizio giugno, con vacanze di Natale e di Pasqua a interrompere per qualche giorno la didattica), pur con piccole differenze tra regione e regione e qualche concessione all’autonomia dei singoli istituti, quella che sta studiando la Regione Emilia-Romagna sarebbe una piccola rivoluzione.
“Una revisione”, come l’ha definita l’assessora regionale alla scuola Isabella Conti alla Festa dell’Unità di Soliera, in provincia di Modena, “partendo dal fatto che le famiglie sono in difficoltà davanti a un periodo estivo che dura più di tre mesi”.
Le modifiche prevederebbero, in primis, una pausa – si ragiona su un periodo di una settimana – anche a metà dell’anno scolastico, tra il primo e il secondo quadrimestre, quindi a febbraio. Come contraltare, per far tornare i conti del calendario scolastico emiliano-romagnolo, ragazzi e ragazze andrebbero in classe per più giorni a giugno rispetto a quanto avvenuto tradizionalmente fino ad oggi, e anche la ripartenza dell’anno scolastico a settembre potrebbe essere anticipata di qualche giorno rispetto al solito.
Le proposte sono ancora tutte allo stadio di ipotesi, che la Regione sta valutando nei suoi effetti e nelle sue conseguenze. Tra le principali: le necessità di climatizzazione degli edifici scolastici, viste le alte temperature, soprattutto a giugno inoltrato, o in alternativa un modello di didattica all’aperto, e le reazioni negative già emerse nel comparto del turismo, in particolare quello della Riviera romagnola, che teme lo slittamento in avanti dell’inizio della stagione balneare del redditizio segmento delle famiglie con figli in età scolastica). Le novità, in ogni caso, non entrerebbero di certo in vigore già nell’anno scolastico 2025-2026, quello che si aprirà il prossimo settembre, ma al limite da quello successivo.






LE SOLITE INIZIATIVE BUONE SOLO PER DIMOSTRARE CHE SI E’ FATTO QUALCOSA. VELLEITARIE e in gran parte dannose: le famiglie sono molto più im difficoltà a “piazzare i figli a Febbraio” visto che nel periodo estivo sono già ampiamente previste attività complementari (Grrest, Campeggi scout e attività sportive) mentre a febbraio non è pianificato nulla. Poi le nostra scuole non son fatte per i mesi caldi, niente aria condizionata, ambienti invivibili con il caldo….. infine , ‘ennesimo colpo per il turismo che vede ulteriormente accorciare la stagione e per le famiglie meno abbienti che preferiscono le vacanze meno costose di Giugno a quelle iper costose di Luglio e Agosto…… Probabilmente l’assessora è abituata a fare la settimana bianca a Febbraio, e non si rende conto che è roba da ricchi.
Spiegazione ineccepibile, su cui concordo totalmente.