Bonaccini: la stretta di Natale è condivisibile

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“Penso che fosse importante decidere e si poteva decidere prima, ma penso anche che gran parte delle scelte siano condivisibili. Addirittura sul tema degli spostamenti tra i piccoli comuni, quello che le Regioni e l’Anci avevano chiesto è stato accolto”.

Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza Regioni e Province autonome, parlando del decreto legge che stabilisce le nuove misure anti-Covid sul Natale. Bonaccini è stato intervistato a L’Ospite su Sky TG24. Misure regionali ulteriormente restrittive in Emilia-Romagna? “Non ne abbiamo bisogno, il decreto è già restrittivo. La gran parte delle giornate a partire dal 24 saranno giornate da zona rossa, tranne quattro che saranno comunque da zona arancione”.

Confermando il lavoro in corso per iniziare la profilassi nelle prossime settimane, il presidente ha reso noto che “in Emilia-Romagna abbiamo già il 90-95% del personale sanitario che ha dato disponibilità a vaccinarsi contro il Covid”. Bonaccini ha inoltre spiegato di non essere d’accordo all’eventuale istituzione di un obbligo al vaccino anti-Covid: “Non credo che servirebbe, renderebbe più contrario chi ha qualche dubbio ed è legittimo che lo possa avere”. E ha aggiunto: “Credo che per come stiamo lavorando con il Governo e il commissario Arcuri le cose stiano andando bene, sulla carta”, in vista dell’apertura della stagione vaccinale.

Conte impaurito di perdere il polso e il contatto con il Paese? “No – ha risposto Bonaccini – sinceramente non credo. Credo preoccupato di uscire il prima possibile da questa pandemia sanitaria. Credo che questo Governo, come qualsiasi Governo sarà giudicato sulla ripartenza, cioè nell’evitare che la pandemia sanitaria si trasformi in pandemia economica e sociale. Porteremo a casa 209 miliardi di euro del Next Generation Ue: io penso che lì si vedrà se saremo classi dirigenti, il Governo, le singole regioni, capaci di essere all’altezza del ruolo che svolgiamo”.



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