E’ andato in scena così il primo faccia a faccia della ‘generazione dei quarantenni’, tra l’assessore comunale alla Cultura del Pd, Matteo Lepore e la sindaca del vicino Comune di San Lazzaro, Isabella Conti, passata dal Pd a Italia Viva, entrambi in corsa alle primarie che, il prossimo 20 giugno, incoroneranno il candidato del centrosinistra alla successione di Virginio Merola come primo cittadino di Bologna.
A chiamarli al ‘duello’ dialettico i Verdi-Europa Verde di Bologna. Conti e Lepore si sono confrontati rispondendo alle stesse domande con tre minuti a disposizione per ogni tema: in un’ora e mezza abbondante i due hanno replicato spaziando dall”emergenza climatica alle strade da imboccare per la ripresa economica; dal verde pubblico alla mobilità di pedoni e ciclisti; dalla questione – piuttosto dibattuta – del Passante autostradale all’ipotesi dell’attivazione del tram in città sul fronte del trasporto pubblico locale, fino toccare la questione femminile, il tema della sanità e quello del ruolo da dare ai Verdi “Mi candido a sindaco di Bologna – ha chiarito Conti nell’appello conclusivo – perché Bologna è a un bivio, perché nella crisi post-pandemica noi possiamo rigenerare la città possiamo cambiare la marcia di questa città. Dovremo fare politiche di lungo respiro nelle infrastrutture e dovremo avere una politica autonoma e libera, perché è nella libertà che si trova la soluzione migliore”.
Bologna, ha sostenuto invece Lepore, “è la città che può davvero realizzare il futuro verde, progressista, non solo dell’Emilia-Romagna ma di tutto il Paese. Per fare questo serve però un sindaco di strada, che abbia voglia di stare tra la gente e che conosca le persone con cui parla. La scelta vera – ha concluso – sarà tra un candidato che propone una squadra, un noi, una coalizione e un progetto invece che fa rima sempre con io”.







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