Nei giorni scorsi nella Sala Rossa del Comune di Reggio si è tenuto un incontro tra i vertici di Arca e Iren Acqua Reggio e gli amministratori locali per iniziare la discussione sui risultati del 2025 e per tracciare un bilancio del servizio idrico integrato nel bacino territoriale reggiano nei due anni di attività di Arca.
Il presidente di Arca Alberto Montanari ha evidenziato le positività della gestione pubblico-privato che vede, tra le altre cose, Arca mantenere i rapporti con le amministrazioni comunali e Iren Acqua Reggio essere responsabile della gestione operativa del servizio. Montanari si è inoltre soffermato sulle attività di comunicazione e “disseminazione” rivolte alla cittadinanza, preannunciando che anche nel 2026 ci saranno diversi incontri sul territorio e alcune iniziative – tra cui “Impianti aperti” – in fase di calendarizzazione.
Un altro elemento che Montanari ha voluto sottolineare è la creazione di un tavolo permanente con le associazioni dei consumatori, il consiglio locale di Atersir e Anci sui temi del servizio idrico integrato di particolare rilevanza per l’utenza.
L’amministratore delegato Elena D’Arrigo, invece, ha illustrato le attività del 2025: nell’anno da poco concluso sono stati eseguiti lavori per un totale di 38 milioni di euro, relativi in particolare a manutenzioni straordinarie degli impianti idrici e fognari. Per quanto riguarda i lavori completati nel 2025, spiccano la realizzazione del collettore fognario in via del Canalino a Castelnovo Sotto, finanziato nell’ambito del Pnrr; il potenziamento del depuratore di Bosco di Scandiano; la sostituzione della rete acqua in via Romana a Poviglio; la sostituzione delle reti acqua e fognature nelle vie Marchi e Costa a Novellara; il depuratore di Valestra a Carpineti.
A seguire, Arca ha illustrato i principali interventi contenuti nella revisione del Piano operativo degli interventi (Poi) 2026/2029, recentemente approvata dal consiglio locale di Atersir, che ha portato a un aumento di 34 milioni di euro degli investimenti previsti nel triennio per far fronte a nuove necessità emerse in seguito a ripetuti interventi di manutenzione e per anticipare opere considerate prioritarie.
Tra le principali opere in programma nel 2026 ci sono: l’adeguamento dell’impianto di condizionamento fanghi e stoccaggio del depuratore di Mancasale, cofinanziato all’interno del Pnrr (9 milioni e 320.000 euro); la risoluzione delle interferenze idriche e fognarie di via Roma a Porta Santa Croce (3,7 milioni); la razionalizzazione del sistema fognario di via Bologna a Guastalla (un milione e 450.000 euro); l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Rio Dorgola a Castelnovo ne’ Monti (750.000 euro).
Sul fronte delle fognature, sono previsti: l’estensione della rete fognaria in via Alberici a Meletole (510.000 euro); il collegamento fognario Cà Guidetti-Osteria Vecchia a Casalgrande (300.000 euro), l’estensione fognaria in via San Martino a Correggio (200.000 euro). E ancora: sostituzioni di adduttrici idriche in via Zappellazzo a Gattatico (480.000 euro), in via Fermi a Campegine (295.000 euro) e in via per Poviglio a Boretto (260.000 euro).
Federico Ferretti, amministratore unico di Iren Acqua Reggio, si è invece soffermato prevalentemente sulla descrizione dei sistemi di acquedotto, sul rapporto acqua/energia (quella necessaria al loro funzionamento) e sulla qualità dell’acqua a Reggio: in particolare sul monitoraggio dei Pfas che, pur entrando completamente in vigore soltanto dal 2026, è oggetto di analisi da parte di Ireti fin dal 2017. Anche la campagna condotta nel 2025 su questi parametri ha evidenziato concentrazioni sempre sotto i limiti di legge.
Ferretti ha anche sottolineato come negli ultimi dieci anni non si osservino particolari trend di aumento per quanto riguarda la concentrazione di nitrati nelle falde da cui si preleva l’acqua, a differenza di quanto era accaduto invece nel decennio precedente: per alcuni pozzi che captano falde più superficiali, anzi, si stanno registrando addirittura andamenti in sensibile calo.






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