Esce Discover, primo album di cover di Zucchero (di E. Alloro)

Sono 500 le canzoni che Zucchero ha amato di più nella sua vita, ma parte da 18 (13 + 5 nella versione box), il progetto “Discover” (Polydor/Universal Music) in uscita il 19 novembre, già anticipato in radio dal singolo “Follow You Follow Me”, rilettura coinvolgente di uno dei primi grandi successi a livello mondiale dei Genesis.
Già, parliamo del primo album di cover nella quarantennale carriera di Zucchero “Sugar” Fornaciari, composto da reinterpretazioni totalmente inedite e mai pubblicate, in cui il bluesman ha spogliato e rivestito, nel suo stile, iconiche canzoni del panorama musicale italiano e internazionale, unendo le sue due anime musicali: la miglior tradizione melodica italiana e le più profonde radici afroamericane.
Lieto di poter finalmente rivedere dal vivo anche la stampa, si gode il suo meritato applauso mentre fa ingresso alla conferenza stampa, che non poteva che tenersi al The Sanctuary Experience di Milano, che trasuda il sapore di viaggi e di ricerca già di suo, in assonanza perfetta con il concetto di scoperta proprio del titolo dell’album.

«Un disco di cover ci sta nella lunga carriera di un artista – si porta avanti Zucchero – E’ bello cimentarsi nel fare canzoni che hai amato, cercato di farle con rispetto e sperando di non rovinarle, così, l’ho fatto anch’io. Dipende poi, dal tipo di cover che scegli di fare. Arrivi a chiederti cosa metteresti nell’album migliore che tu possa fare e la risposta, è sempre quello che non hai scritto, ma che avresti tanto voluto scrivere. Una cover ha senso se viene personalizzata a tal punto da sembrare una tua canzone e se ci ho messo molto è perché le tracce che ho inserito nel disco sono l’ultima scrematura di una selezione che inizialmente comprendeva circa 500 tra le canzoni che ho amato di più nella mia vita. Poi togli quelli che è impossibile fare meglio (perché come l’originale non ti emoziona nessuna), quelli già fatti e rifatti troppe volte, quelle che non sono nelle tue corde e il cerchio si stringe e, quando sei a fuoco, ci metti la tua anima (che per me erano due, l’italiana e l’afroamericana). Per questo, “Discover” è un disco mio, anche se le canzoni che contiene non sono state scritte da me».

Tra i duetti presenti in tracklist, prima ancora di ascoltare l’album, quello che balza subito all’occhio è il feat. con Fabrizio De Andrè, che Zucchero precisa subito essere più che un featuring, un cameo:
<<Fu Dori Ghezzi che mi segnalò “Ho visto Nina volare” e che mi disse che sentiva che c’era qualcosa per cui l’avrei potuto rendere mio, a mio modo. Feci questa canzone la prima volta a Genova, durante il Tributo a Faber, e mi accorsi che Dori aveva ragione. I nostri mondi musicali erano piuttosto distanti ma, in questa canzone in particolare, mi son ritrovato.


Quando poi l’abbiamo riarrangiata, ho sentito l’esigenza in quel preciso momento, di far entrare la voce originale di Fabrizio, perché quando arriva, c’è quell’enfasi particolare che volevo proprio che mi facesse dire “wow”>>.

Tra le altre collaborazioni, quella con Bono in “Canta la Vita” (versione italiana con il testo a firma di Zucchero della canzone di Bono “Let your love be known”); ELISA in “Luce (Tramonti a nord est)”, canzone del 2001 scritta insieme all’artista; Mahmood in “Natural blues”, versione di Moby del brano “Trouble so hard” di Vera Hall; nonché, Hotei e Ben Zucker su due tracce delle cinque bonus in esclusiva per la versione estesa.

<<Durante il lockdown ho avuto molto tempo a disposizione – continua Zucchero – e pur non essendo uno che naviga molto, ho scoperto la canzone di Bono in rete e ne ho apprezzato subito il testo e il fatto che fosse stato ispirato dagli italiani, capaci di volgere in positivo una situazione decisamente nera. Gli ho chiesto di poter fare l’adattamento in italiano anche per questo, perché parlava di quello che stava colpendo il mondo intero ma in modo poetico e non patetico; poi, era un esercizio per mantenere il motore oliato>>.
Perché il bluesman emiliano, pur ammettendo che non gli manchi nulla e stia benissimo a casa sua e con tre figli meravigliosi, di cose se ne deve sempre inventare per evitare, a detta sua e con ilarità, <<di invecchiare precocemente>>.

Eh già, perché quando è arrivato il lockdown Zucchero stava già facendo le prove generali del D.O.C. World Tour che lo avrebbe portato in giro per il mondo per un anno intero, e tutto improvvisamente si è congelato. Ha sofferto lui, così come tutti coloro che stavano lavorando al tour e non è un caso, probabilmente, se in questo prodotto c’è un allure malinconica, che riporta al lungo periodo di “stallo”:
<<Si scateneranno polemiche – asserisce con riguardo – e ognuno è libero di fare quello che vuole, ma se vogliamo chiudere questa storia, credo che l’unico modo sia vaccinandosi. Io per la musica farei qualsiasi cosa, figuriamoci questa>>.

I live ripartiranno in anteprima esclusiva per l’Italia all’Arena di Verona, con i suoi 14 show previsti nei mesi di aprile e maggio 2022 e, a partire dal mese di aprile, si sposterà anche sui palchi delle più prestigiose location d’Europa; senza contare che sarà anche protagonista dello show-evento con ERIC CLAPTON previsto il 29 maggio 2022 al Waldbühne di Berlino.
<<Il tour sarà esattamente come doveva essere. E’ una band di 13 musicisti, alcuni dei quali suonano con me dagli inizi. Il vantaggio di suonare con una band rodata è che conoscono perfettamente il mio repertorio e, quello che voglio fare, lo posso mettere in pratica cambiando l’80% della scaletta anche da una serata all’altra. E’ un grande privilegio poter andare sul palco senza nemmeno aver provato e dire di voler fare una cosa piuttosto che un’altra; quindi non vedo l’ora che succeda. Naturalmente, prima non c’era “Discover” e sicuramente ci saranno anche alcuni brani da questo progetto>>.

Composto da 13 brani nella sua versione standard, l’album uscirà in formato cd, doppio lp e in digitale. Una versione autografata del cde una versione autografata del doppio lp di colore nero saranno esclusiva di Amazon, mentre per Discoteca Laziale sarà disponibile una versione del doppio lp di colore azzurro. Attenzione alle ulteriori opzioni, ma in vendita esclusivamente sul sito di Universal Music: una versione box contenente il cd che include tutte e diciotto le tracce; il DOPPIO LP di colore bianco; nonché lo speciale Vinile 10 di colore azzurro contenente solo le cinque tracce bonus.

E’ uno Zucchero – quello che in conferenza indossa lo stesso meraviglioso outfit del video del singolo già in rete dal 5 novembre – che si scioglie in aneddoti, anche quando gli chiedono per chi scriverebbe o produrrebbe tra gli emergenti di oggi:
<<Probabilmente per i Maneskin. Appena li ho visti a Sanremo e poi all’Eurovision gli ho mandato subito i complimenti. Sono un fenomeno straordinario, hanno inanellato una serie di componenti fondamentali e hanno sicuramente riempito un vuoto evidente: questo rock trasgressivo e irriverente, con un’immagine fortissima che è servita a riprendere in mano quella che doveva essere originalriamente la funzione del rock, oggi più annacquato e politically correct>>.
L’emozione nel ricordo di quando scoprì solo da Parigi che Elisa avesse vinto con “Luce” Sanremo e i complimenti alla padronanza vocale di Mahmood, capace di << volteggiare con grappoli di note molto fluidi e spontanei e con una timbrica, nei fraseggi, molto soul>>.

Commenta alla domanda di una probabile partecipazione alla realizzazione di una colonna sonora, traslando un detto inglese per cui ci potrebbe anche riprovare, ma <<non è la mia tazza di te>>; mentre, entusiasta, ammette di essersi divertito molto alla prove con il doppiaggio del film d’animazione “SING 2 – Sempre più forte”, che uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 23 dicembre e in cui presta la voce a Clay Calloway, un leone rock star che decide di ritirarsi dalla scena e di stare a casa ad innaffiare le piante:
<<Un personaggio burbero, un po’ scoglionato, ma anche generoso e molto tenero, capace di emozionarsi ancora quando decide di ritornare sul palco dopo quindici anni. Mi ci sono ritrovato>>.

Nella versione originale del film, Clay Calloway è doppiato da Bono e il legame tra i due artisti torna e ritorna in più di un’occasione:
<<I Fornaciari della vecchia generazione, come mio padre o mio nonno, non riescono a manifestare troppo i sentimenti: magari si commuovono ma non davanti a te. Forse, dopo tutto quello che ho fatto in carriera, mi direbbe, e senza troppa enfasi, “speriamo che duri”. Ma anche Bono mi raccontava che suo padre gli ha detto che finalmente aveva capito che potesse fare il cantante, solo quando è venuto in Italia per il Pavarotti & Friends>>.