Circa 7.000 studenti dell’Emilia-Romagna affronteranno un esame di Maturità modificato a causa delle recenti alluvioni.
Questo numero rappresenta il 20% del totale degli studenti maturandi, secondo l’Ufficio Scolastico Regionale. Mentre normalmente l’esame di Maturità comprende una serie di prove scritte e orali, questi studenti sosterranno solo una prova orale.
Questo cambiamento è il risultato dell’ordinanza ministeriale n.106 dell’8 giugno 2023, che permette agli studenti residenti in 80 comuni colpiti dall’alluvione di sostenere un esame alternativo. Questa misura è stata introdotta per minimizzare le difficoltà logistiche legate al raggiungimento delle sedi degli esami nei comuni alluvionati.
Sebbene questa modifica sia stata progettata per agevolare gli studenti, non tutti sono contenti. Alcuni maturandi preferirebbero affrontare le prove scritte come i loro coetanei. Questo è particolarmente vero per coloro che risiedono nelle aree meno colpite dell’Emilia-Romagna, come le colline e l’Appennino bolognese.
All’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno, su 250 candidati alla Maturità, una quarantina sosterrà solo l’orale e la maggior parte di questi studenti non ha avuto assenze significative a causa del maltempo. Carlo Braga, il dirigente scolastico, ha espresso preoccupazione che questi studenti possano essere penalizzati da questa modalità di esame unica.
Situazione simile al Liceo Leonardo Da Vinci, dove 30 su 234 maturandi sosterranno solo l’orale. Nonostante le richieste degli studenti di affrontare anche le prove scritte, la dirigente Tiziana Tiengo ha dovuto spiegare che l’ordinanza ministeriale è vincolante.
Nonostante l’intenzione di facilitare l’esame per gli studenti colpiti dall’alluvione, parecchi tra loro vedono questa modifica come un’imposizione che non li favorisce e avrebbero preferito poter scegliere.






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