A Fuori dal coro, in onda martedì 21 gennaio in prima serata su Rete 4, l’intervista inedita a Federica Anghinolfi, la dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza nel Reggiano sulla pendono innumerevoli capi d’accusa per la vicenda legata all’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, sui presunti affidi illeciti.
La dirigente ha risposto davanti ai microfoni a chi le chiedeva della sua vicenda: “Lei la conosce la legge? Cosa dice la Costituzione? Una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio. E voi non avete il dubbio che non siano vere tutte queste accuse?”.
La dirigente replica rispondendo a una domanda relativa alle accuse mosse dai colleghi, i quali sostengono che lei li obbligasse a firmare cose non vere oltre che spingere i bambini a dichiarare di essere maltrattati: “Se avessero avuto dei problemi, avrebbero potuto parlare con l’Ordine professionale, perché c’è un articolo del Codice professionale che lo dice o avrebbero potuto parlare con il sindacato. Che tutto questo avvenga in prossimità di elezioni fondamentali, francamente… fate pure anche voi questa narrazione… sono sette mesi che va avanti”.
Continua Federica Anghinolfi: “Io so bene che cosa è successo. Ci sono alcuni atti, altri atti non sono invece depositati nel faldone perché sono stati sequestrati. Però, io ho questo dubbio: come mai da cinquant’anni a questa parte, nella storia della Repubblica, non c’è mai stato, neanche per la strage di Capaci, neanche per Mani pulite, neanche per il ponte Morandi, neanche per le inchieste del dottor Gratteri, un racconto che va avanti da sette mesi? Non c’è nessun omicidio qui: nel ponte Morandi quante persone sono morte?”. E poi conclude: “Facevo quello che l’Istituzione mi chiedeva di fare”.






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