A Reggio cresce il deposito bancario, e il risparmio rallenta la crescita

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Aumenta la liquidità sul mercato del credito in provincia di Reggio Emilia: a fine 2021, infatti, i prestiti erogati dal sistema bancario nel territorio reggiano si sono portati a 20,236 miliardi di euro, cifra che rappresenta il 14,6% sul dato complessivo dell’Emilia-Romagna.

Rispetto ai dodici mesi precedenti, il tasso di variazione tocca così i 5,6 punti percentuali. A beneficiare di questa disponibilità creditizia sono state soprattutto le imprese, poiché il 48% dei prestiti sono andati a realtà imprenditoriali, seguite dalle famiglie (26%) e da altri soggetti (un 25% che include società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro).

Sono queste le prime cifre che emergono dalle analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati rilasciati dalla Banca d’Italia relativi al mercato del credito provinciale.

Pur primeggiando per volumi assorbiti, non sono comunque le imprese ad aver fatto segnare il più alto aumento percentuale del ricorso al credito; al primo posto, infatti, si è collocato l’incremento dei prestiti richiesti da parte di società finanziarie e assicurative (+19,9% contro il 9,4% del 2020).

Le imprese, dal canto loro, dopo la forte espansione della domanda di prestiti che aveva contraddistinto il 2020, hanno segnato un rallentamento già a partire dalla metà dell’anno, passando da una crescita del 5,9% di marzo (il tasso di variazione più alto per le imprese nel 2021), al 2,8% di dicembre 2021; una flessione legata alla minor domanda di credito con garanzie pubbliche e al rafforzamento della capacità di autofinanziamento da parte del sistema produttivo, che ha beneficiato del miglioramento del quadro congiunturale.

Gli andamenti sono diversificati a seconda del settore di attività economica: il comparto edile, ad esempio, e a conferma di un trend positivamente segnato da bonus e superbonus, ha diminuito del 7,6% il ricorso al credito bancario, invertendo decisamente la tendenza che nel 2020 l’aveva portato ad un aumento esattamente identico e di segno opposto (+7,6%).

L’incremento maggiore dei prestiti si è così avuto per le attività manifatturiere (+8,4%). In coda, nell’aumento dei prestiti, le famiglie produttrici (società semplici, società di fatto e imprese individuali fino a 5 addetti), che hanno fatto segnare un -0,1%, e le famiglie consumatrici (+1,6%).

Ancora in crescita sono poi risultati anche i depositi bancari, sebbene con espansioni più contenute rispetto ad un 2020 che aveva visto crescere in modo molto evidenti i risparmi di imprese e famiglie, sicuramente complice una pandemia che aveva indotto a ridurre le spese.

I depositi bancari 2021 si sono così attestati a 19,231 miliardi di euro (erano 18,617 a fine 2020), con un tasso di variazione che è calato dal 18,1% di fine 2020 al 3,6% di dicembre 2021.

A livello complessivo continua a migliorare la qualità del credito: il tasso di deterioramento rispetto all’anno precedente è infatti passato dall’ 1 allo 0,6%.



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