Il territorio di Gattatico è stato utilizzato diverse volte come set naturale dove ambientare alcune riprese cinematografiche e recentemente lo è stato con la miniserie tv “La guerra è finita” regia di Michele Soavi, prodotto da Palomar e Rai Fiction. Ora Aleo Film, interessante startup di Bologna, con Schicchera Production di Roma, ha iniziato le riprese del film documentario dal titolo “Genoeffa Cocconi: i miei figli, i sette fratelli Cervi”, sceneggiatura di Lorena Ravanetti, regia di Marco Mazzieri, prodotto con la collaborazione dell’Istituto Alcide Cervi ed il sostegno dell’Emilia-Romagna Film Commission.
Il film è costruito su diversi piani narrativi (fiction, Archivio Luce e Rai, animazioni in 2D) e racconta la figura di Genoeffa Cocconi in Cervi, donna esemplare del Novecento, della sua scelta per la libertà, ma anche delle azioni nella resistenza dal punto di vista femminile, azioni che sono i valori fondanti della nostra Repubblica, ancora oggi indispensabili per educare ed indirizzare le nuove generazioni.
Nella giornata di mercoledì 18 gennaio, il produttore Alessandro Leo ed il regista Mazzieri hanno incontrato ufficialmente le Amministrazioni del Comune di Gattatico e del Comune di Campegine, per un confronto sulle location in esterno per la seconda sessione di riprese che si terrà tra febbraio e aprile nei territori di Gattatico, Campegine, Reggio Emilia, e nella sede dell’Istituto Alcide Cervi.

Per Mazzieri, i luoghi del territorio sono di primaria rilevanza nella narrazione del film, per questo nel confronto con l’amministrazione si sono delineate possibili location in aree e spazi di grande fascinazione paesaggistica, tuttora rimasti immutati nel tempo.
Il film documentario ha ottenuto il patrocinio dei comuni di Gattatico, Campegine, Reggio Emilia e Parma e avrà il sostegno della rete di volontariato locale.
Nella foto allegata da sinistra: Alessandro Leo (produttore), Luca Ronzoni (sindaco di Gattatico), Daniele Paterlini (assessore Cultura di Gattatico), Marco Mazzieri (regista)






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?