Scrive una cittadina lettrice, Chiara Bai: “Mi rendo conto della difficoltà dell’Ausl in questi giorni a fare fronte alla pandemia, ma credo che ci sia un limite a tutto. Espongo il mio caso, veramente kafkiano, che penso sia anche quello che capita a tanti altri reggiani.
Sono risultata positiva al Covid il giorno 18 dicembre 2021 e sono stata immediatamente messa in isolamento fino all’8 gennaio 2022. Da quel momento ho solo ricevuto dei messaggini, ogni tre giorni, nei quali mi si chiedeva se avevo sintomi (febbre, tosse, etc) tutti insieme con risposta secca: sì o no.
Mi è stato comunicato che il mio Green pass era sospeso. Ho telefonato decine e decine di volte al numero dell’Ausl che mi era stato comunicato: sempre occupato e alle 18 il servizio cessa di funzionare. Il mio isolamento è finito da 4 giorni e il mio dottore mi ha detto che ora posso uscire, ma senza Green pass; nessuno mi ha convocato per il tampone liberatorio e non posso farlo neppure in farmacia, come era stato comunicato due giorni fa. Fortunatamente sono una pensionata e non devo andare a lavorare, ma mi sento comunque privata dei miei diritti. Mi viene comunque il dubbio che esistano dei canali privilegiati e che non tutti i reggiani siano trattati allo stesso modo”.






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