Pagamento dell’affitto, delle utenze domestiche, buoni spesa. Ma anche sostegno socioeducativo e prevenzione del disagio giovanile.
Prosegue e si rafforza l’impegno della Regione Emilia-Romagna per aiutare famiglie e persone in difficoltà e contrastare disuguaglianze, povertà educativa e i fenomeni di disagio e di ritiro sociale di adolescenti e preadolescenti (i cosiddetti Hikikomori), purtroppo in aumento con il perdurare dell’emergenza Coronavirus.
Ammonta a 5,7 milioni di euro il pacchetto di risorse, provenienti dal bilancio regionale, aggiuntive rispetto ai 51,2 milioni assegnati lo scorso aprile per il Fondo sociale regionale 2021, che la Giunta ha stanziato con un atto approvato in questi giorni. Un ulteriore sostegno, che complessivamente si avvicina dunque ai 57 milioni, che consentirà ai Comuni e Unioni di Comuni di rafforzare gli interventi e i servizi sociali del territorio e prolungare concretamente gli aiuti a chi ne ha più bisogno.
Dell’intera somma (5,7 milioni), 4 milioni sono finalizzati a supportare le persone in situazioni di fragilità e precarietà impreviste, come forme di indebitamento e perdita di posti di lavoro che in alcuni casi hanno aggravato condizioni critiche preesistenti. Le azioni previste potranno riguardare il pagamento di affitto e utenze domestiche, l’erogazione di buoni spesa, contributi economici o prestiti sull’onore, per supportare chi si trova in situazioni di difficoltà ma non rientra nelle diverse misure di sostegno al reddito previste a livello nazionale.
I restanti 1,7 milioni di euro, aumentati grazie anche alla scelta condivisa con l’Assemblea legislativa, serviranno a finanziare interventi di prevenzione del disagio giovanile e progetti di sostegno socioeducativo; e ancora, attività scolastiche e formative, anche con l’ausilio di educatori per interventi domiciliari, e specifici contributi per l’acquisto di dispositivi digitali o connessioni.
La ripartizione dei fondi, per provincia
I 5,7 milioni complessivi stanziati dalla Regione sono destinati a Comuni e Unioni di Comuni- sulla base del numero di residenti e fasce d’età e con particolare rilevanza in caso di presenza di Comuni montani- per rafforzare gli interventi e i servizi sociali del territorio, in base alle esigenze e alle priorità definite e programmate tramite i Piani di zona a livello distrettuale.
A livello territoriale, le risorse vengono così suddivise tra tutte le province dell’Emilia-Romagna: Bologna (1.293.2968 euro); Modena (926.267); Reggio Emilia (700.898); Parma (580.818); Forlì-Cesena (505.139); Ravenna (485.831); Rimini (429.596); Ferrara (414.304); Piacenza (363.847).






Ultimi commenti
Il Comune di Reggio Emilia scopre il valore delle associazioni solo se sono quelle "giuste" (AQ16, Mondoinsieme...). Ci sono tante associazioni reggiane attive da ben […]
Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
Pweò se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la