Unicredit ha scritto ai sindacati, in vista della trattativa che dovrebbe iniziare venerdì 14 febbraio, preannunciando che nel piano al 2023 punta a raggiungere l’uscita di 6.000 dipendenti e la chiusura di 450 filiali. Delle uscite, che nei piani della banca saranno tutte su base volontaria, 500 riguardano “ulteriori eccedenze di capacita’” in seguito alle azioni del vecchio piano, mentre le altre 5.500 sono nuove. La banca ha recentemente raggiunto anche un’intesa con i sindacati in Germania e Austria per gli esuberi in quei paesi. È intenzione di Unicredit, si legge nella lettera ai sindacati, cercare “soluzioni condivise” e in questo ambito si guarda a quelli che maturano “il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023 (con diritto alla pensione fino all’1 gennaio 2024 compreso)”.
Per le altre uscite si “intende poi valutare in via prioritaria l’attuazione dello strumento del fondo di solidarietà di settore”. In relazione a questa soluzione la banca “ritiene sostenibile far riferimento all’uscita di personale più prossimo al diritto di pensione, con un anticipo medio rispetto al primo requisito pensionistico di 36 mesi, adottando finestre di uscita che garantiscano certezza di realizzazione degli obiettivi di riduzione”.






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