Nell’ultima manovra di bilancio presentata dal governo Meloni “non c’è alcun aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale, ma solo tagli”. La denuncia arriva da Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, che ricorda che “avevamo chiesto, insieme a tutti i presidenti di Regione – di cui 15 sono di centrodestra – e al ministro Schillaci, di adeguare lo stanziamento, e invece ci sarà un taglio enorme”.
Per de Pascale “non c’è nemmeno la copertura dei costi dell’inflazione, per non dire dell’impennata dei costi energetici e le maxi bollette che pesano su ospedali e strutture sanitarie”.
In compenso, lamenta il presidente emiliano-romagnolo, “si sono trovate le risorse per un variopinto elenco di microbonus, compreso il pericolosissimo precedente del bonus di 300 euro per la sanità privata, ma si dà l’ennesimo grave colpo alla sanità pubblica”.
L’accusa è precisa: “Ci viene risposto che è aumentato il finanziamento assoluto, ma questo è l’unico governo del mondo che continua a non capire come funziona la sanità: se si rinnova, doverosamente, il contratto dei medici o degli infermieri, è ovvio che aumenti in valore assoluto, ma non sta aumentando il potere d’acquisto del servizio sanitario. Se i farmaci innovativi, quelli che salvano la vita alle persone, costano di più ma non viene adeguata la spesa sanitaria a quella cifra, in realtà si sta tagliando. Questo l’hanno detto tutte le Regioni all’unanimità”.
“Il mio auspicio”, conclude de Pascale, “è che il governo e il Parlamento ci ascoltino, così come non cada nel vuoto l’appello lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché venga garantito il diritto universale alla salute a tutte e tutti i cittadini”.






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