Modena e Reggio, frattura tra il Pd e i suoi sindaci

Marco Massari e Massimo Mezzetti collage

Il Pd e i sindaci che ha portato alla guida di Modena e Reggio Emilia sono sempre più distanti. Lo scontro sul futuro degli ospedali modenesi e il caso Reggio Children hanno fatto emergere divergenze che investono le scelte amministrative, il rapporto con il partito e la leadership nelle due città.

A Modena Massimo Mezzetti ha aperto il confronto sull’ipotesi di trasferire importanti funzioni del Policlinico in un nuovo polo a Baggiovara, incontrando la resistenza di una parte del Pd. Il segretario cittadino e capogruppo Diego Lenzini ha chiesto che pronto soccorso e strutture dell’emergenza restino al Policlinico e che ogni decisione passi attraverso il nuovo Piano attuativo locale. Nell’assemblea democratica le critiche hanno riguardato il progetto e il metodo seguito dal sindaco, giudicato poco condiviso.

La tensione è poi esplosa su un volantino. Il Pd ha organizzato per il 29 ottobre a San Damaso un incontro sul futuro di Modena, indicando segretario e assessori ma lasciando fuori Mezzetti. Il sindaco ha chiesto spiegazioni sui social con un commento successivamente scomparso. Il partito ha parlato di un’incomprensione organizzativa, il nome è stato reinserito e la partecipazione confermata. Un chiarimento che ha risolto l’incidente, lasciando aperta la questione politica. I vertici democratici regionali e nazionali si sono attivati per ricucire il rapporto.

A Reggio Emilia la crisi ruota attorno alla gestione del caso Reggio Children. Una settantina di educatori ebrei americani ha rinunciato alla visita, denunciando la richiesta di prendere le distanze dalle politiche del governo israeliano. Marco Massari ha inizialmente negato che fosse stata chiesta una presa di distanza formale. La diffusione dell’audio della presidente Maddalena Tedeschi sulle dichiarazioni da ottenere dai partecipanti ha aggravato le polemiche. Il sindaco si è poi scusato con chi non si era sentito accolto.

Il segretario provinciale democratico Massimo Gazza ha richiamato la distinzione tra persone e governi e la necessità di accogliere gli educatori senza esami politici, ricostruendo il rapporto interrotto. Una linea che ha segnato una distanza dalla gestione dell’amministrazione, mentre il gruppo consiliare Pd aveva inizialmente espresso piena fiducia in Reggio Children.

Le maggioranze restano in piedi, ma il contrasto supera i singoli episodi. Nel dibattito reggiano sono state evocate le dimissioni di Massari e l’ipotesi di un commissariamento politico: un sindaco formalmente in carica, con un’autonomia ridotta e un controllo più stretto del partito sulle decisioni. A Modena il tentativo di ricomposizione deve misurarsi con divisioni che attraversano anche il rapporto tra Mezzetti e la sua giunta.

Su questi equilibri pesa inoltre l’avvicinarsi delle elezioni politiche. Ambizioni personali, possibili candidature e riposizionamenti possono alimentare la competizione interna, intrecciandosi con i contrasti amministrativi. Per il Pd il nodo è ormai la guida dei due Comuni: sostenere i sindaci non basta più, se manca una linea condivisa sulle decisioni fondamentali.



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