Sono stati oltre un centinaio i cittadini reggiani che venerdì scorso si sono ritrovati in via Farini 1, nel centro storico di Reggio Emilia, per l’apertura della mostra “Serotinìa” del collettivo artistico Terzo Corpo, da anni attivo nell’ambito del laboratorio socio-occupazionale Ecocreativo gestito dalla cooperativa sociale L’Ovile.
La mostra propone una quarantina di opere in ceramica e alcune installazioni nate dal lungo lavoro del collettivo, di cui fanno parte diverse persone fragili: un mondo di relazioni, di emozioni, di confronti che genera un percorso artistico che, nell’incontro tra persone e con la materia, plasma, incide, colora le individualità, le modella e dà vita a quel “terzo corpo” (da qui il nome del collettivo) che è l’esito del cammino verso l’espressione artistica.
L’allestimento si sviluppa lungo quattro sale espositive, proponendo un itinerario articolato: quattro serie di opere scultoree e ceramiche, realizzate con tecnica in terraglia bianca, lavorazione a ingobbi e finitura in cristallina; quattro installazioni ambientali e un totem scultoreo, che scandiscono lo spazio riflessivo della mostra; la proiezione del cortometraggio “Come la neve” (2025, 19 minuti – regia di Francesca Catellani, produzione L’Eco Creativo / coop. L’Ovile / coop. Coressai), che rielabora l’omonimo spettacolo teatrale partendo dai sedimenti archetipici della fiaba di Biancaneve, trasformandola in una soglia liminale e in un rito visivo sui temi della metamorfosi, della relazione e della maturazione collettiva.
Il titolo della mostra, “Serotinìa”, richiama a una particolarità delle piante: quella di reagire in modo vitale e di rigenerarsi in forme nuove a seguito di traumi, quando la fragilità, anziché divenire limite e stasi, si rivela generativa di nuova vita.
A parlare del collettivo e del senso della mostra c’erano il responsabile del laboratorio socio-occupazionale Ecocreativo Emanuele Mussini e l’artista visiva e regista teatrale Francesca Catellani, che ha curato questa mostra assieme a Caterina Faccia, responsabile del collettivo.
Gli artisti si sono mostrati in vetrina con camicie multicolori, composti, immobili, silenziosi, quasi a scrutare quel mondo al di fuori che li poteva vedere e con il quale si cominciava a stabilire una relazione propedeutica all’apertura delle porte per l’inizio della visita – e a un contatto anche fisico che, nel frattempo, era passato attraverso gli sguardi.

All’inaugurazione, oltre al presidente della cooperativa sociale L’Ovile Valerio Maramotti, è intervenuto anche l’assessore alla cultura del Comune di Reggio Marco Mietto.

La mostra è aperta fino al 7 novembre: si può visitare dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 10.30; nei pomeriggi di mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19; il sabato dalle 9.30 alle 19. L’ingresso alla mostra è gratuito.
L’appuntamento fa parte di “Crescere Comunità”, un ciclo di eventi diffusi sul territorio reggiano che la coop L’Ovile promuove ogni anno: dedicato a impatto sociale, inclusione, benessere e sostenibilità, è inserito nel vasto programma della Settimana della salute mentale di Reggio Emilia.






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