Dopo settimane di polemiche sul cosiddetto “bosco di Ospizio”, a Reggio Emilia c’è un’altra potenziale situazione all’orizzonte da tenere sotto controllo: quella del centro sportivo polifunzionale (con la nuova piscina) della società Supera srl che dovrà sorgere in via Melato, nell’area verde compresa tra viale Olimpia e viale dei Partigiano.
Gli alberi di grosse dimensioni che rischiano di scomparire, secondo l’allarme del botanico reggiano Ugo Pellini, “sono più di settanta”: rischiano l’abbattimento “esemplari monumentali come una farnia, che ha una circonferenza del tronco superiore ai 250 cm, misura per questa quercia di pianura intorno al secolo di vita”.
Altrettanto di pregio, secondo Pellini, “anche se di minori dimensioni”, è il grosso olmo che vegeta nell’area sgambamento cani, “probabilmente residuo di una antica piantata padana”. Nelle vicinanze sono presenti anche un alto esemplare di noce nero, una ventina di tigli in filare, mentre a contorno del campo da calcio utilizzato dalla società Fides spiccano numerosi pini neri, libocedri e anche alcuni cipressi di palude.
A completare il patrimonio verde dell’area, nel parchetto pubblico, ci sono metasequoie, frassini, aceri di monte e cedri, sempre di dimensioni ragguardevoli.
“Non sappiamo se è già stato effettuato un censimento di questi alberi e per quali è previsto l’abbattimento, ma visti i precedenti è il caso di cominciare a preoccuparsi”, secondo Pellini. Già lo scorso aprile un gruppo di cittadini e genitori di atleti della Fides aveva segnalato all’amministrazione comunale alcune perplessità relative al progetto, “ancora senza risposta” secondo Pellini.
Nel frattempo, però, sull’onda della mobilitazione per il Bosco Ospizio anche l’area di via Melato è finita sotto osservazione: non a caso il percorso del Corteo boschivo per il clima, in programma nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre per le vie di Reggio, prevede una deviazione proprio davanti a quest’area verde della città.
“Anche in questo caso forse rispunteranno i ‘diritti acquisiti’, il degrado, il percorso partecipato, le compensazioni con alberelli…”, ipotizza Pellini, “ma presto anche qui riprenderà il solito scontro tra i difensori del verde e quelli del cemento”.






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