Salute mentale, dieci anni di attività per l’associazione reggiana Sentiero Facile

decennale associazione Sentiero Facile Reggio Emilia – CCTdE

Ha celebrato i dieci anni di attività alla Polveriera (dove c’è uno dei suoi punti d’ascolto) l’associazione di promozione sociale Sentiero Facile di Reggio Emilia, una delle poche realtà reggiane interamente dedicata al supporto di persone con disagio mentale – e, soprattutto, a renderle protagoniste di percorsi di aiuto nei riguardi di chi, allo stesso modo, si trova ad affrontare analoghe situazioni di sofferenza e disagio, spesso aggravate da pesanti forme di pregiudizio.

“Il nostro obiettivo”, spiega la presidente Patrizia Bonacini, “è quello ascoltare, orientare e accompagnare individualmente, ma anche con gruppi di mutuo aiuto, chi si trova a scontare situazioni di disagio psicosociale, puntando poi a valorizzare quel sapere esperienziale che le può rendere prossime ad altri e trasformare il percorso di ripresa personale in un risorsa d’aiuto per altri”.

Sentiero Facile conta oggi 90 soci (di cui trenta volontari) e fa parte della rete nazionale rappresentata dall’Aispes (Associazione italiana persone esperte in supporto tra pari), che lo scorso anno ha ottenuto dal Ministero delle Imprese e del made in Italy il riconoscimento della qualifica professionale proprio per la figura dell’esperto in supporto tra pari (Esp).

L’attività dell’associazione reggiana, aggiunge Bonacini, “si sviluppa prevalentemente attraverso il volontariato, ma anche sperimentando forme di lavoro che coinvolgono persone che, con il supporto di una specifica formazione, mettono la loro esperienza e le competenze acquisite a disposizione di giovani, adulti e famiglie in difficoltà per problemi legati alla salute mentale, vincendo innanzitutto il senso di impotenza e di isolamento che spesso si accompagna a queste sofferenze e supportando gli esiti di altri percorsi di cura affidati alle istituzioni sanitarie”.

Oggi, prosegue la presidente di Sentiero Facile, “siamo molto impegnati, tra l’altro, con iniziative di formazione che coinvolgono centinaia di studenti, riservando un’attenzione particolare a quel mondo giovanile che sta evidenziando un crescente disagio psico-sociale che, al di là dei gravi episodi di cronaca che talvolta lo evidenziano in modo drammatico, è fonte di sofferenze individuali e familiari diffuse”.

L’associazione reggiana, che gestisce spazi autogestiti ricreativi, artistici, culturali e risocializzanti, organizza percorsi formativi sui temi della salute mentale, della ripresa e del superamento dello stigma e collabora, tra l’altro, con l’Ausl di Reggio (con la quale è in atto una convenzione), con il Comune, con diverse cooperative sociali (in primo luogo L’Ovile) e altre associazioni di volontariato del territorio.

A queste realtà, conclude Bonacini, “offriamo soprattutto quella competenza che nasce dall’esperienza di vicinanza a persone e famiglie che abbiamo maturato in dieci anni di attività e, soprattutto, la possibilità di avvalersi di quegli ‘esperti per esperienza’ che si mettono in gioco dopo aver camminato su percorsi che non si sono trasformati in chiusure ma, al contrario, in offerte d’aiuto”.



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