Proprio nei giorni in cui il Comune di Reggio Emilia annuncia l’ormai imminente avvio dei lavori di riqualificazione di viale IV Novembre, nella zona della stazione ferroviaria storica, si riaccende una questione che riguarda proprio la strada di collegamento tra piazzale Marconi e piazza del Tricolore: la presenza delle 45 lanterne donate alla città dall’Associazione cinese di Reggio e appese ormai da quasi un anno.
A rilanciare la questione è un residente della zona, Giovan Battista Felici, che ha scritto una lettera aperta all’assessore comunale alla cura della città Davide Prandi: “Caro assessore, come lei può vedere le lampade cinesi sono ancora appese lungo viale IV Novembre. Mancano pochi giorni alla fine di ottobre. Lei si era impegnato a rimuoverle entro ottobre 2026 e sono ancora lì. Cosa aspetta?”.
Ma la lettera, dopo questo spunto iniziale, allarga poi lo sguardo all’intera zona stazione: “Caro assessore, lei che è responsabile del decoro urbano non vede quanto indecoroso è il quartiere della stazione? Cosa sta facendo per evitare che le nostre strade siano invase da rifiuti ingombranti e da ogni genere di immondizia? Lei che è esperto di informatica, perché non si fa promotore di un sistema di videosorveglianza che punisca gli incivili?”.
“Caro assessore, che senso ha fare delle ordinanze anti-degrado e anti-bivacco quando viale IV Novembre, via Eritrea, via Mons. Tondelli, via Don Alai, viale Piave e via Lama Golese sono un grande bivacco a cielo aperto? Non si vede girare un solo vigile urbano che faccia rispettare le sue e vostre ordinanze. Che pensa di fare per riportare le strade a una situazione decorosa? La stazione è la porta d’ingresso della città, visto che su piazzale Marconi transitano 45.000 persone ogni santo giorno (in media come da vostri dati)”.
“Caro assessore, dia delle risposte. Non basta mostrarsi imbianchino mentre ritinteggia di bianco un muro in via Turri per mostrare dei passi avanti: non sappiamo più cosa sia il decoro perché lei e la sua giunta ci avete abbandonato. Ci aspettiamo politiche vere che affrontino i bisogni del quartiere. Tanti sono i poveri che dormono per strada. Tanti sono i drogati che si fanno di crack davanti alle nostre porte. È suo dovere dare risposte e prospettive di miglioramento”.
“Caro assessore”, conclude la lettera, “sono molti gli aspetti in cui la sua giunta ha fallito in questi anni riguardo la vivibilità del nostro quartiere. Avete malamente investito le energie soprattutto in un’opera assistenziale che non ha fatto altro che aumentare gli sbandati nel quartiere. Fortunatamente i residenti si sono opposti alla vostra idea del presidio fisso dietro le Poste, altrimenti saremmo ora in una situazione ancora peggiore. Avete tempo per mettere in moto qualcosa di positivo: cosa vi frena? Cosa vi trattiene da risolvere i problemi del quartiere?”.






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