Tra i residenti favorevoli al progetto: “Un traguardo atteso da anni”

inizio lavori Bosco Ospizio Reggio Emilia – ABO

Dopo la consegna al sindaco di Reggio Emilia Marco Massari di oltre 400 firme a sostegno del programma di rigenerazione urbana Pru Ospizio, quello che interessa l’area del cosiddetto “bosco di Ospizio”, ora i residenti del quartiere afferenti al Circolo del Villaggio Sergio Stranieri esprimono soddisfazione per l’effettivo avvio dei lavori, un risultato che viene definito come “un traguardo atteso da anni”.

Un percorso “democratico”, secondo i favorevoli al progetto: “Vogliamo ricordarlo con chiarezza: questo non è un progetto imposto dall’alto. Nasce da un percorso democratico e partecipato, avviato con il Poc 2015 (il Piano operativo comunale, ndr) e proseguito con anni di incontri pubblici aperti, oltre a un percorso di co-progettazione con associazioni, sindacati e istituzioni, fino alla firma della convenzione nel 2024″.

“Che non si tratti di un bosco”, sottolinea il Circolo del Villaggio Sergio Stranieri, “lo ha già chiarito il Tar dell’Emilia-Romagna e lo ha confermato una perizia tecnica commissionata dalla Procura di Reggio. Il patrimonio arboreo non viene cancellato, ma conservato e ampliato: oltre il 70% degli alberi esistenti resterà al proprio posto e il progetto porterà le alberature complessive a quota 1.572. Lo studio del Cnr-Ibe di Bologna stima inoltre che la capacità dell’area di assorbire CO2 aumenterà già nel breve periodo”.

Inoltre, ricordano questi residenti, l’area non ospiterà solo il nuovo supermercato di Conad Centro Nord: “Si tratta di una vera rigenerazione urbana che porterà al quartiere la Casa della comunità, la biblioteca e il polo territoriale. Parliamo di servizi sanitari e sociali attesi da una generazione, che secondo i dati dell’Ausl serviranno un bacino di circa 40.000 persone. Non per ultimo, l’arrivo di un parco pubblico di 23.000 metri quadrati donato alla città, come sono donati, da Conad, i locali per la biblioteca e il polo degli assistenti sociali”.

Sul fronte del benessere animale, concludono, “la minaccia per la fauna è ridotta al minimo possibile. Insieme agli operai, sono entrati in cantiere anche i volontari del Rifugio Matildico. Il loro compito è verificare l’eventuale presenza di animali e metterli in salvo, dando continuità ai precedenti sopralluoghi già effettuati con l’ausilio di termocamere”.



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