Francesca Albanese “è venuta meno a quel principio per cui una persona che ricopre un ruolo istituzionale deve farlo senza abbracciare fanatismi, deve avere un ruolo di sobrietà che la signora Albanese non ha mantenuto, è venuta meno a quello che era il suo ruolo di figura istituzionale internazionale: penso che quella fase sia superata e sicuramente se oggi si dovesse riproporre sarebbe gestita diversamente”: è una vera e propria marcia indietro quella del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che in consiglio comunale si è di fatto “pentito” di aver accolto in municipio, lo scorso settembre, la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, che in quei giorni si trovava in città ospite del Dig Festival di Modena.
L’incontro risale al 27 settembre dello scorso anno: oltre al primo cittadino erano presenti anche i deputati modenesi Stefano Vaccari e Stefania Ascari e i consiglieri regionali Giovanni Gordini e Paolo Trande; al termine della chiacchierata, il sindaco Mezzetti omaggiò Albanese con un “Grosso” d’argento, la prima moneta coniata nel 1226 dalla comunità modenese.

“Sono sincero, io ho avuto fin dall’inizio perplessità nel riceverla”, ha ammesso Mezzetti in aula, a distanza di cinque mesi e mezzo da quel giorno, rivelando anche che “c’era una forte pressione dell’opinione pubblica e davanti al mio ufficio si presentarono i parlamentari citati, che non erano stati invitati”.
La richiesta, ricorda il sindaco, “era di concedere ad Albanese la cittadinanza ordinaria” di Modena, ma “mi limitai a un incontro a porte chiuse. Ammetto francamente che dopo i fatti di Reggio Emilia (la consegna ad Albanese del Primo Tricolore al teatro Valli da parte del sindaco Massari, avvenuta il giorno successivo, ndr), non avrei fatto neppure questo”.






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