Max Mara ridefinisce il concetto di utilitarismo con tocchi di neo-medievalismo e gothic chic. Ispirata a Matilde di Canossa, una delle donne italiane più rilevanti e carismatiche della storia, la collezione autunno-inverno 2026, presentata a Milano, declina un racconto di forza, resilienza e stile senza tempo.
Una gonna maxi in cashmere a godet che abbraccia i fianchi, una tunica da paggio in morbida pelle scamosciata, stivali ultra-piatti che salgono oltre il ginocchio, rivetti metallici e cappotti con inserti in nabuk: c’è qualcosa di incredibilmente attuale nel design che richiama l’età medievale.
Del resto l’artigianalità impeccabile e i materiali autentici sono da sempre un valore assoluto per la casa di moda reggiana. Gli iconici tessuti in cammello, cashmere, alpaca, mohair, le lane pregiate, insieme ai double-face lucenti e ai tessuti effetto teddy, diventano compagni di vita.
Combinando serenità e forza, Matilde di Canossa, la figura femminile più potente della sua epoca, è la musa di Max Mara: abile diplomatica, leader militare e mecenate delle arti, governò vasti territori dai suoi castelli situati proprio sopra la città natale di Max Mara. Architetta di pace tra principi e papi, e femminista ante litteram, Matilde è l’eroina moderna che rivive oggi in ogni donna.
Il momento cruciale per Matilde fu l’anno 1081; per Max Mara è stato il 1981, data di nascita del leggendario cappotto 101801. Da allora, con la sua promessa di empowerment, il brand reggiano è diventato un punto di riferimento per le donne.
L’archivio Max Mara è ricco di ispirazioni tratte da quei capispalla architettonici dalle spalle decise che hanno reso celebre il marchio di moda. Nelle tinte ispirate al manto del lupo, della volpe e del leone, Max Mara immagina la donna moderna come una nuova Matilde: una regina imperturbabile e sicura di sé.






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