Crisi Inalca Reggio, solo 82 lavoratori su 164 ricollocati in altri stabilimenti del gruppo

sindacati su accordo Inalca – CGIL

Mercoledì 11 febbraio i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno illustrato i dettagli dell’accordo stipulato lo scorso 6 febbraio nella sede dell’assessorato al lavoro della Regione Emilia-Romagna tra Inalca e le rappresentanze sindacali sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento reggiano di via Due Canali, reso inagibile dall’incendio divampato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2025 a Reggio Emilia.

Nel dettaglio, l’intesa prevede la proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, dunque fino al 9 agosto 2026: la richiesta, già inoltrata, è attualmente al vaglio del Ministero del lavoro, che ha comunque già comunicato la sussistenza dei requisiti richiesti. Durante l’eventuale periodo di proroga della Cigs, saranno prorogati tutti i trattamenti già in essere nei primi 12 mesi.

Inalca si è impegnata a ricollocare, entro il prossimo 9 agosto, il 50% della forza lavoro impegnata fino a un anno fa nel polo reggiano in altri stabilimenti industriali del gruppo: 82 lavoratori e lavoratrici (32 tra Pegognaga, in provincia di Mantova, e Piacenza, altri cinquanta nei siti del comprensorio modenese), sui 164 complessivi, che manterranno la stessa retribuzione percepita fino a oggi, lo stesso contratto nazionale applicato, lo stesso inquadramento e l’anzianità pregressa. Fino al 31 agosto 2027 Inalca si farà anche carico di tutti gli oneri di trasporto relativi a questi lavoratori.

La procedura di licenziamento collettivo, invece, si chiuderà sulla base del criterio esclusivo della “volontarietà”, ovvero la non opposizione del lavoratore o della lavoratrice in questione: l’azienda, dunque, non potrà procedere a licenziamenti unilaterali. Per chi accetterà il licenziamento sono previsti incentivi economici dalle 11,60 alle 12,89 mensilità nette di retribuzione (incentivo all’esodo) e percorsi finanziati da Inalca verso il cosiddetto “outplacement” (mappatura della professionalità e servizio individuale di riqualificazione professionale, finalizzati alla ricollocazione in aziende terze con contratto a tempo indeterminato).

“Abbiamo ottenuto un punto di equilibrio in una situazione oggettivamente complicatissima, perché impediamo i licenziamenti unilaterali e perché disegniamo percorsi all’interno dei quali ogni lavoratore, crediamo, possa trovare una prospettiva nella quale collocarsi, sapendo che stiamo parlando di una procedura di licenziamento e di un accordo difensivo rispetto a questa dimensione”, spiegano Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil: “Nessun trionfalismo, che sarebbe fuori luogo, ma anche la consapevolezza di avere ben operato, visto il voto positivo unanime dei lavoratori che hanno riempito la sala nella quale abbiamo tenuto l’assemblea. Fare quello che si dice, semplicemente, paga”.

“Valutiamo positivamente ogni intervento teso a creare proposte occupazionali sul territorio reggiano per i lavoratori ‘in esubero'”, hanno aggiunto i sindacati: “Sia nelle aziende con le quali stiamo interloquendo direttamente (all’interno del settore alimentare) sia per l’iniziativa del sindaco di Reggio per la costituzione di un tavolo provinciale che metta assieme organizzazioni sindacali e parti datoriali per questo comune obiettivo. Alle istituzioni locali e regionali che hanno accompagnato questa durissima vertenza va il nostro ringraziamento, in particolare all’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia per il ruolo svolto”.



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