Da qualche settimana c’è un’importante novità al quarto piano dell’ala nord dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio: il sistema robotico da Vinci Xi, modernissima apparecchiatura per la chirurgia robotica destinata a cambiare l’attività di sala operatoria e l’esperienza dei pazienti.
La piattaforma avanzata per la chirurgia robot-assistita trasforma l’esperienza operatoria estendendo la capacità del chirurgo di vedere, controllare e intervenire con la percezione di trovarsi direttamente all’interno del corpo del paziente.
Alla presentazione, avvenuta a Reggio nella mattinata di sabato 24 gennaio, hanno partecipato l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi, il presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni, il sindaco di Reggio Marco Massari e il presidente della Fondazione Manodori Leonello Guidetti. Erano presenti anche gli eredi dei cittadini e delle cittadine che hanno contribuito, con i propri lasciti, alla realizzazione del progetto: ad accoglierli c’erano il direttore generale dell’Ausl Irccs di Reggio Davide Fornaciari e i professionisti coinvolti.

Il sistema da Vinci Xi supporta il lavoro di professionisti già altamente specializzati nelle tecniche mini-invasive a elevata complessità, potenziandone ulteriormente le possibilità operative. I vantaggi per i pazienti sono molteplici: incisioni più contenute con migliori risultati estetici, minore necessità di trasfusioni, riduzione del dolore post-operatorio, degenze più brevi e un recupero funzionale più rapido.
L’acquisizione del sistema robotico è il risultato di un percorso durato circa due anni, necessario a definire il progetto complessivo e a garantire la copertura finanziaria. L’investimento sfiora infatti i 2,4 milioni di euro: un milione è stato stanziato dalla Regione Emilia-Romagna, altri 500.000 euro sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Manodori, mentre la quota restante è stata coperta grazie ai lasciti di tre cittadini comuni: il signor Ugo Ughetti, la signora Gianna Tedeschi e la signora Alma Bellentani.
A queste cifre si aggiunge un ulteriore investimento – a carico dell’Ausl – di circa mezzo milione di euro per i cinque anni di noleggio del tavolo operatorio, appositamente sincronizzato con il robot, e per l’hardware dedicato alla simulazione guidata, fondamentale per la formazione continua del personale ospedaliero che lo utilizzerà.






Ultimi commenti
È il minimo a costo zero, vedremo...
Assegniamo il compito di indagare al centro sociale labas? O qualcuno preferisce gli antagonisti? Sicuramente hanno i contatti utili per scoprire la verità.
Pensi la fortuna che abbiamo noi reggiani...c'e' gente che spende migliaia di euro per recarsi all'estero e noi abbiamo il mondo (terzo) direttamente qui....non e'
tu chiamale se vuoi percezioni...
Quando prendo un bus a Reggio Emilia mi sento come al mercato di Città del Cairo. Dentro un bus è come stare in via Turri