Nella serata di lunedì 12 gennaio al circolo Arci Pigal di Reggio si è svolta l’assemblea dei dipendenti dello stabilimento reggiano di Inalca, convocata dalle organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil per aggiornare i lavoratori e le lavoratrici sui contenuti dell’incontro tenutosi lo scorso 8 gennaio tra le stesse rappresentanze dei lavoratori e la direzione aziendale e per confrontarsi sul grave scenario emerso, a poco meno di un mese dalla scadenza (il prossimo 10 febbraio) della cassa integrazione straordinaria.
L’azienda, infatti, ha annunciato un esubero di personale molto rilevante, vicino al numero totale dei dipendenti occupati nell’ex sito produttivo di Reggio devastato dall’incendio divampato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio dello scorso anno.
La decisione dell’azienda sarebbe riconducibile in parte alla netta riduzione dei volumi complessivamente lavorati per Coop Alleanza 3.0 (che avrebbe ridotto di oltre il 40% le sue richieste verso Inalca, decidendo di puntare nel frattempo su altri fornitori) e in parte ad altre cause di natura congiunturale, che hanno determinato un calo rilevante nel mercato delle carni bovine.
Da queste dinamiche, secondo la direzione aziendale, deriverebbe l’impossibilità di “assorbire” la maggior parte dei dipendenti del polo reggiano di via Due Canali presso gli altri stabilimenti del gruppo – contrariamente, tra l’altro, a quanto aveva sempre affermato l’azienda in questi mesi: Inalca, hanno denunciato i sindacati, ha infatti comunicato per la prima volta il rischio di un “esubero strutturale” (peraltro non quantificato a livello numerico) solo durante l’incontro del 5 dicembre scorso.

Da sinistra: Ennio Rovatti, segretario generale Uila Uil Modena e Reggio Emilia; Valerio Bondi, segretario generale Flai Cgil Emilia-Romagna; Salvatore Coda, segretario generale Flai Cgil Reggio Emilia; Daniele Donnarumma segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale
Le rappresentanze sindacali dei lavoratori, quindi, hanno comprensibilmente accolto “con stupore e rabbia” quanto comunicato di recente dall’azienda, perché la discussione che si era sviluppata negli ultimi mesi non aveva mai riguardato il rischio di licenziamenti di massa, ma semmai le condizioni economiche da garantire ai lavoratori e alle lavoratrici dello stabilimento reggiano che avrebbero accettato di ricollocarsi presso altri stabilimenti del gruppo (principalmente Inalca, Fiorani e Castelfrigo nei territori di Piacenza, Modena e Mantova).
La delegazione di parte sindacale, dunque, preso atto della “grave novità” che “cambia totalmente il quadro generale” della crisi Inalca, ha chiesto la convocazione immediata del tavolo di crisi presso la Regione Emilia-Romagna: l’incontro è stato già programmato per venerdì 16 gennaio.
Nel corso dell’ultimo incontro, le parti hanno quantomeno concordato sulla necessità di esplorare tutte le strade per un’eventuale estensione della cassa integrazione straordinaria oltre il termine del 10 febbraio. Le rappresentanze sindacali hanno inoltre sottolineato la necessità di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici “per ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati”, chiedendo all’azienda di implementare “tutti gli strumenti utili a una gestione non traumatica e non unilaterale degli stessi”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu