Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato le date per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, approvata nei mesi scorsi dal Parlamento (ma con una maggioranza insufficiente per poter diventare subito effettiva): si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Manca solo l’ultimo passaggio formale: il referendum dovrà ora essere indetto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un decreto che sarà poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
La data del voto è stata a lungo oggetto di dibattito, tra la maggioranza di governo che avrebbe voluto fissare la consultazione popolare già a inizio marzo (per dare meno tempo possibile ai contrari alla riforma per organizzare la campagna per il “No” al referendum) e l’opposizione, che invece per il motivo opposto avrebbe voluto che si andasse alle urne ad aprile (per approfittare di una campagna referendaria temporalmente più ampia). Alla fine le giornate scelte, quelle del 22 e del 23 marzo, rappresentano una sorta di compromesso tra le due posizioni.
Nelle stesse date, inoltre, si voterà anche per le elezioni suppletive, necessarie per riempire i due seggi della Camera dei deputati lasciati vacanti dagli onorevoli Alberto Stefani (nel frattempo eletto presidente della Regione Veneto) e Massimo Bitonci (nominato assessore regionale proprio dal neo-governatore Stefani), che alle ultime elezioni politiche avevano conquistato i rispettivi collegi uninominali nei quali erano candidati.






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"E chi li ha incoraggiati conserva il proprio posto, il proprio stipendio, la propria rispettabilità" una considerazione perfetta! L'anno scorso mio figlio aveva un professore […]
Infatti; a maggior ragione negli Stati Uniti. Quindi, cosa hanno da frignare ? Si sentirebbero a casa, no? Mah, l'ebreo è incontentabile....
"...una volta..." un bel belino, una volta non c'è più. E tu chi sei, cristo in terra che giudica dall'alto? L'unico sveglio in un pianeta
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