Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Marin Jelenic, il trentaseienne croato accusato dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di Trenitalia di 34 anni accoltellato mortalmente all’addome lo scorso 5 gennaio nell’area della stazione ferroviaria di Bologna.
L’uomo, dunque, fermato nella serata dell’Epifania nei pressi della stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, resta in carcere. Nella mattinata di venerdì 9 gennaio si era avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo: “Si riserverà di parlare con il magistrato titolare dell’inchiesta a Bologna”, ha spiegato la sua avvocata.
Nel frattempo sono arrivati i primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima dal medico legale Elena Giovannini, incaricata dal pubblico ministero della Procura di Bologna Michele Martorelli. La coltellata che ha ucciso Ambrosio – un unico colpo, sferrato con forza alle spalle – è risultata essere piuttosto profonda: la lama sarebbe penetrata a fondo, probabilmente fino all’impugnatura dell’arma, causando una ferita larga circa quattro centimetri. La lama avrebbe raggiunto l’arteria polmonare, provocando un grande sversamento di sangue che ha portato al decesso del capotreno in poco tempo.






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Al polo di via Makalle' la polizia presente ha fatto bene, anzi benissimo, a non forzare la mano, evitando frizioni o scontri......si e' evitato il
Molto condivisibile, purtroppo....
Immagino per coerenza, che alla delegazione nipponica abbiano chiesto di sottoscrivere un documento in cui singolarmente prendono le distanze dall'occupazione dei territori e dal genocidio
Egregio, il pianeta degli ebeti che cita si attaglia piuttosto bene a quello esistente, magari lei ricopre un ruolo gerarchico di rilievo da […]
Non lasciare entrare i ragazzi a lezione al polo.makalle'e' pura violenza. La polizia li doveva manganelll. L