Il fratello di Saman Abbas – la ragazza pakistana di 18 anni che svanì nel nulla nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio del 2021 dalla sua abitazione di Novellara, e che fu ritrovata senza vita un anno e mezzo dopo, sepolta nei pressi di un casolare abbandonato nelle campagne della Bassa reggiana – ha avviato, tramite i propri legali, azioni esecutive nei confronti dei beni di tutti e cinque i parenti imputati per il delitto della sorella.
Per l’omicidio della diciottenne, in appello sono stati condannati all’ergastolo – in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione – i genitori della ragazza, il padre Shabbar Abbas e la madre Nazia Shaheen, e due cugini della giovane, Ikram Ijaz e Noman Ulhaq, mentre per lo zio della vittima Danish Hasnain la pena è stata di 22 anni di reclusione.
Costituitosi parte civile contro i suoi stessi parenti, il fratello di Saman Abbas – oggi ventenne – ha ottenuto dai giudici della Corte d’appello di Bologna una provvisionale di 50.000 euro, che ora il giovane punta a ottenere con questa azione di pignoramento svelata dal Resto del Carlino.







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