“La mia memoria è a posto” ha detto ieri Joe Biden parlando alla stampa, per poi incorrere nell’ennesima gaffe in cui ha confuso il presidente egiziano Al-Sisi con il presidente del Messico. Solo qualche ora prima il commander in chief degli Stati Uniti aveva scambiato Angela Merkel con il cancelliere della riunificazione tedesca, Helmut Kohl, e il presidente francese Emmanuel Macron con un suo grande predecessore, il socialista François Mitterrand.
Lo stato confusionale in cui versa l’inquilino della Casa Bianca è non più imbarazzante.
Non si tratta di banali gaffe. Si tratta di un problema globale e reca una serie di potenziali conseguenze da mettere i brividi. È chiaro che altri stiano prendendo decisioni al posto suo, ma pensare di ricandidarlo a novembre per altri quattro anni appare obiettivamente una follia.






Ultimi commenti
Probabilmente per fare il sindaco non basta essere una brava persona e uno stimato professionista
I servizi di una istituzione sanitaria sono tutti essenziali. Si va al CUP per necessità essenziali, non certo per il piacere di relazionarsi con addette […]
Buonasera, mi piacerebbe partecipare alla passeggiata prevista per venerdì mattina o pomeriggio. È possibile? Potete inviarmi maggiori dettagli?
anche se non avesse assunto cocaina non sarebbe morto, anzi non avrebbe neanche dato di matto...
Ormai dovrebbe essere noto anche ai più distratti, questi sono infrangibii, come la ghisa. Ogni riferimento a figure retoriche contenenti la parola facce