Fugare le ombre sul maxi processo Aemilia contro la ‘ndrangheta al nord in cui furono indagati solo gli esponenti emiliani di Forza Italia Giuseppe Pagliani e Giovanni Paolo Bernini, poi scagionati e nessun politico del Pd. A chiederlo è il deputato reggiano di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, con un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno che segue quella del senatore Maurizio Gasparri. Alla base dell’atto ispettivo un articolo del quotidiano “il Giornale” del 9 marzo scorso, contenente un’intervista all’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale Antimafia Roberto Pennisi (oggi in pensione) che dal 2012 al 2013 ha affiancato come pubblico ministero la Procura di Bologna nelle indagini. Nell’articolo, ricorda Vinci, si parla “di una relazione firmata da Pennisi, rimasta nei cassetti della Cassazione e del ministero della Giustizia, in cui emergerebbe una differente, ma vera storia del processo Aemilia in cui vennero incriminati solo due politici di centrodestra, innocenti, e nessuno dei tanti nomi importanti della sinistra che comparivano nelle carte”. Il deputato chiede quindi ai ministri interrogati “se e nel caso quali iniziative di competenza intendano intraprendere in ordine alla vicenda rappresentata”.
(Cai/ Dire)






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