La dottoressa Cristina Beretti, nuovo Presidente del Tribunale di Reggio Emilia, si è insediata ufficialmente questa mattina con una cerimonia sobria e molto partecipata.

Nell’Aula di Corte di Assise del Palazzo di Giustizia, il presidente della Sezione Civile Francesco Parisoli – insieme al giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini, al giudice del lavoro Elena Vezzosi e alla dirigente di Cancelleria Maria Pia Vetro – ha dato lettura della formula di rito di “immissione in possesso delle funzioni di presidente del Tribunale”.

In aula, in un abbraccio simbolico si sono stretti alla presidente Beretti tutti i magistrati del foro reggiano e gli avvocati, guidati dal presidente del Consiglio dell’Ordine, Franco Mazza, il prefetto Maria Forte, il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi, il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il presidente di Unindustria Mauro Severi, insieme alle autorità militari: il colonnello Antonino Buda del Comando provinciale dei Carabinieri, il vice questore vicario Andrea Salmieri, il colonnello Roberto Piccinini del Comando provinciale della Guardia di Finanza, il comandante della Polizia Municipale Stefano Poma.
Il neo presidente Beretti, emozionata e sorpresa, si è rivolta commossa a tutti i presenti con parole di gratitudine per la calorosa testimonianza di affetto.

Nominata all’unanimità dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura il 24 gennaio scorso, la dottoressa Beretti è in forza al Palazzo di Giustizia cittadino dal 1996. Già presidente vicario dall’ottobre 2016, a seguito della nomina del dottor Francesco Maria Caruso alla guida del Tribunale di Bologna, il magistrato è il primo presidente donna del Tribunale di Reggio Emilia.






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Un'opera utile che la sinistra non ha mai voluto....si vede che non la puo' progettare Calatrava se no ne avrebbe gia' fatte due.......
Pare che i fricchettoni di Casa Bettola temano una incursione dei Keyboard Lions di destra, le cui fila ovviamente saranno rinforzate dalle teste di c...(uoio)
Situazione consolidata nel silenzio (?) delle istituzioni pro askatasuna. Nulla di nuovo, come sempre
Già, anch'io vorrei conoscerlo: non si comprende il rispetto nei confronti di un tal figuro!
Per le persone che approvano, propagandano l'aborto del nascituro come "diritto" intoccabile la "decapitazione" anche simbolica del nemico politico è ammissibile. Altrettanto per chi vuole […]