Tragedia di Crans-Montana, a Bologna ore di angoscia per il sedicenne disperso

Giovanni Tamburi Bologna disperso tragedia Crans Montana – X

Sono ore di attesa e di angoscia, a Bologna, per la sorte di Giovanni Tamburi, il ragazzo di 16 anni che risulta ancora tra i dispersi a Crans-Montana, la località svizzera dove si è consumata la tragedia di Capodanno: nel rogo scoppiato all’interno del bar Le Constellation, proprio nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, durante i festeggiamenti per l’arrivo dell’anno nuovo, hanno perso la vita decine di persone.

Al momento le vittime accertate sono una quarantina, ma il tragico bilancio della nottata svizzera potrebbe aggravarsi ulteriormente: ci sono infatti oltre un centinaio di feriti (una cinquantina di loro è ricoverata in ospedale, alcuni sono in gravi o gravissime condizioni) e un certo numero di persone – tra cui anche alcuni italiani – risultano ancora ufficialmente disperse.

Il ragazzo, stando a quanto è emerso finora, si trovava in Svizzera con il padre (un imprenditore bolognese cha ha una casa proprio a Crans-Montana) per trascorrere le vacanze invernali. La notte di Capodanno il giovane era uscito con alcuni amici: erano andati prima a cena allo Chalet, poi proprio al bar Le Constellation per festeggiare l’arrivo del 2026.

“Aveva il cellulare scarico, un amico mi ha detto che sono scappati dopo che è scoppiato l’incendio, poi a un certo punto non l’ha più visto”, ha spiegato Carla Masiello, la madre del giovane. “Aveva al collo una catenina d’oro con l’immagine di una madonnina: aiutatemi a ritrovare mio figlio”.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha parlato con la donna, mettendola in contatto con la Farnesina. Giovanni Tamburi frequenta il liceo scientifico Righi di Bologna. “Speriamo che tutto possa risolversi al meglio”, ha commentato l’istituto scolastico sui suoi canali social condividendo un articolo sull’appello della madre.

Nel frattempo proseguono le indagini per determinare le cause della tragedia. Secondo la procuratrice generale del Canton Vallese che sta seguendo il caso, tutto lascerebbe pensare che l’incendio sia stato causato dalle candele scintillanti (una specie di gioco pirotecnico spesso utilizzato nei locali notturni) fissate al collo delle bottiglie di champagne servite nel bar: le scintille sarebbero così venute a contatto con il soffitto, rivestito di pannelli di spugna fonoassorbente evidentemente non ignifughi.



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