Spuntano le “rocce” di Nimrod Weis in piazza Maggiore: Bologna si divide ancora

Iwagumi Dismisura – NF

Bologna si è già divisa tra favorevoli e contrari, perché difficilmente possono lasciare indifferenti le enormi “rocce” gonfiabili tondeggianti comparse all’improvviso all’inizio della settimana al centro del Crescentone di piazza Maggiore, nel cuore del centro storico del capoluogo emiliano-romagnolo, proprio di fronte al palazzo del Comune e alla basilica di San Petronio.

C’è stato qualche momento di smarrimento tra chi passeggiava ignaro per le vie del centro e, arrivando in piazza, si è trovato davanti l’insolita visuale, ma il mistero è stato presto svelato: si tratta di un’anticipazione del progetto “Iwagumi Dismisura” dello studio australiano Eness, diretto da Nimrod Weis, un’installazione artistica che – dopo Singapore, Melbourne e Dharhan – arriva a Bologna proprio a cavallo delle festività natalizie, dal 21 al 26 dicembre.

Quella già visibile è solo una parte dell’opera, offerta alla città da Bologna Festival con lo sponsor Illumia: una volta completa, sarà composta in totale da diciannove megaliti gonfiabili, alti tra i due e i 14 metri e illuminati con i colori delle Dolomiti.

Ma già da ora, grazie anche a centinaia di foto e video riversati sui social da cittadini e turisti, il dibattito sul valore artistico dell’installazione è aperto, soprattutto online: c’è chi plaude alla novità, chi fa ironia (il blogger bolognese Danilo Masotti ha ribattezzato le rocce “i masagni”), chi si indigna, chi polemizza sulla collocazione (avrebbe preferito magari altri luoghi della città, meno centrali) e chi, tutto sommato, fa spallucce; in fondo si tratta di un’installazione temporanea che, così come è spuntata dal nulla, subito dopo Santo Stefano svanirà lasciando dietro di sé solo il ricordo di quel che è stato.



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