Slittata la firma del Mercosur, esulta Coldiretti: “Il rinvio è una vittoria degli agricoltori”

manifestazione agricoltori Coldiretti a Bruxelles 18 dic 2025 – CDRE

Su richiesta in particolare di Italia e Francia, è stata rinviata quantomeno a gennaio la firma dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur, il patto commerciale con il mercato comune sudamericano di cui fanno parte Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay.

“È una vittoria di tutti gli agricoltori”, ha esultato la Coldiretti: “Abbiamo portato avanti in questi mesi un lavoro a tutti i livelli, italiano e comunitario, per denunciare gli enormi rischi connessi alla firma di un’intesa priva di garanzie per le aziende agricole e per la salute stessa dei cittadini consumatori”, hanno sottolineato Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, rispettivamente presidente e segretario generale dell’associazione.

“Davanti alle follie di von der Leyen e alla sordità dei commissari che abbiamo incontrato in queste ore, fin dal primo momento abbiamo sostenuto che l’unico argine potesse essere rappresentato dai capi di Stato e di governo. Diamo dunque merito al governo italiano e alla rappresentanza francese di essersi battuti per far valere le ragioni degli agricoltori, contro l’opposizione della Commissione e di tutti gli altri Paesi che spingevano per la firma immediata”.

L’obiettivo, ha spiegato Coldiretti, “è ora quello di correggere le evidenti storture dell’intesa, affermando con forza il principio di reciprocità e rafforzando i controlli, senza i quali si apre la porta alla concorrenza sleale ai danni degli agricoltori europei, sacrificati sull’altare di altri interessi commerciali, senza dimenticare i pericoli per la salute dei consumatori. Il rinvio del Mercosur è una prima scelta giusta: ora serve un cambio di passo sul bilancio post-2028 che oggi penalizza in maniera inaccettabile gli agricoltori”.

L’accordo in questione, secondo Coldiretti, “ignora completamente” le discrepanze negli standard produttivi tra Europa e Mercosur: “Nei campi sudamericani si usano ancora ampiamente sostanze bandite da anni in Ue, da fungicidi a insetticidi fino a erbicidi: in Brasile il 30% dei prodotti chimici è vietato nel Vecchio continente. Non mancano criticità ambientali, in primis la deforestazione, e violazioni dei diritti dei lavoratori”.

Mentre l’export europeo punta in particolare su beni industriali (macchinari, chimico-farmaceutico), dalle Americhe arrivano in Europa soprattutto materie prime agricole ed energetiche, favorite dall’abolizione dei dazi: nei primi dieci mesi del 2025, le importazioni dal Mercosur in Italia sono salite del 17% rispetto al 2024, sfiorando i 3 miliardi di euro, mentre l’export italiano verso il Mercosur è sceso del 3%.



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