La vicenda del documento della Corte dei conti contenente alcuni rilievi sulla gestione delle società partecipate del Comune di Reggio, inviato a fine dicembre dalla magistratura contabile all’ente di piazza Prampolini, ma non reso subito pubblico, ha superato lo scoglio del consiglio comunale sul bilancio, ma ha inevitabilmente lasciato uno strascico polemico tra opposizione e maggioranza, con un botta-e-risposta a distanza che continua ad accumulare nuovi capitoli.
Per Fratelli d’Italia, che lunedì 19 gennaio non ha partecipato al voto sul bilancio di previsione 2026-2028, abbandonando la Sala del Tricolore per protesta, “siamo davanti a una gestione autoritaria del potere da parte dell’amministrazione comunale Pd di Reggio, guidata dal sindaco Massari. L’occultamento dei rilievi della Corte dei conti rappresenta un episodio grave che mina i fondamenti della democrazia e della trasparenza istituzionale: l’amministrazione ha deliberatamente omesso di condividere tali informazioni con l’assemblea consiliare prima della discussione sul bilancio e sulla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione, privando i consiglieri di elementi essenziali per un voto informato”.
Questa condotta, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga, “non può essere derubricata a mera svista amministrativa, ma configura un metodo di governo che privilegia il controllo sulle informazioni a scapito del ruolo degli organi elettivi. L’amministrazione ha utilizzato la macchina burocratica per blindare decisioni politiche, sottraendo al consiglio comunale documenti fondamentali e imponendo un dibattito al buio”.
Per il partito di opposizione, i rilievi della magistratura contabile “non sono qualificabili come ordinari o privi di incidenza sul bilancio, come sostenuto dalla maggioranza: essi riguardano aspetti strutturali, di sostenibilità e governance delle società partecipate, che influiscono direttamente sulla credibilità degli strumenti programmatori della città. Negare tale impatto equivale a una rappresentazione fuorviante della realtà, finalizzata a eludere il confronto democratico”.
Di fronte a questa opacità, spiega Fratelli d’Italia, l’opposizione ha scelto di abbandonare l’aula consiliare “non come atto di irresponsabilità, bensì come legittima difesa istituzionale contro un approccio che svuota il consiglio del suo ruolo di indirizzo e controllo. Tale decisione è stata motivata dalla necessità di garantire che le deliberazioni avvengano in piena conoscenza dei fatti, e non sulla base di informazioni parziali o tardive”.
Per il partito di Giorgia Meloni la maggioranza “ha tentato di ribaltare le responsabilità, accusando l’opposizione di bassa politica e di ostacolare gli investimenti cittadini. Ma è vero il contrario: un rinvio dell’approvazione del bilancio, possibile fino al 28 febbraio, come previsto dalla normativa, non avrebbe generato alcun blocco amministrativo o emergenza, e anzi avrebbe consentito un dibattito trasparente e completo, cosa che evidentemente non vuole il Pd”.
Paglialonga chiarisce anche che Fratelli d’Italia “non ha inteso attaccare i dirigenti comunali, ma ha semplicemente esposto fatti inconfutabili, documentati da protocolli, registrazioni di commissioni e mancata trasmissione degli atti al presidente del consiglio comunale”. La pubblicazione successiva del documento in questione “non sana la violazione dell’obbligo di informativa immediata, né giustifica il silenzio mantenuto durante le fasi preparatorie del bilancio. Questo schema operativo, caratterizzato da ritardi nel rispondere a interrogazioni e mozioni, rivela un sistema che privilegia l’obbedienza rispetto al confronto e utilizza l’amministrazione come scudo contro il controllo democratico”.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, dunque, rispedisce le accuse del sindaco Massari al mittente: “La vera irresponsabilità risiede in chi governa occultando informazioni cruciali, non in chi difende i principi di trasparenza e accountability, chiedendo che venga rispettato il ruolo del consiglio comunale e i diritti dei cittadini”. Il partito ha preannunciato la richiesta di un’immediata convocazione della Commissione controllo e garanzia “per chiarire la vicenda, al fine di ripristinare la legittimità istituzionale”.






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