Il consiglio comunale di Reggio, nella seduta di lunedì 22 settembre, ha respinto un ordine del giorno urgente ex art. 21 – primo firmatario il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga – che chiedeva il ritiro della concessione del Primo Tricolore a Francesca Albanese, prevista per il prossimo 28 settembre al teatro Valli.
L’esito della votazione ha registrato 8 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, lista civica Tarquini) e 20 voti contrari (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa Verde-Possibile). Resta confermata, dunque, la consegna del più importante riconoscimento cittadino ad Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dal 2022.
L’ordine del giorno puntava a impegnare il sindaco Massari e la giunta comunale a “revocare o sospendere immediatamente” la concessione del Primo Tricolore “in ossequio ai principi di rispetto, unità nazionale, tutela delle minoranze religiose ed etniche e coesione sociale”, accusando esplicitamente Francesca Albanese di aver rilasciato “in più occasioni […] dichiarazioni pubbliche in sostegno all’organizzazione terroristica di Hamas, che hanno suscitato ampie polemiche in Italia e a livello internazionale”; dichiarazioni che, secondo Fratelli d’Italia, “appaiono incompatibili con i valori di libertà, democrazia, uguaglianza, coesione sociale e condanna di ogni forma di terrorismo che il riconoscimento civico del Primo Tricolore intende rappresentare”.






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Il bello arriverà con le fatture gas e luce invernali , chi dovrebbe continua a discutere di cazzate e non dei problemi seri del paese.
Chiarimento indispensabile...non sia mai che qualcuno osi avanzare infondate accuse!
Ignoranza Artificiale: sfoggiando il pipullo non riuscirà ad indossare il casco.
… col canotto, o col gatto delle nevi? Per valutare collegialmente la flessione del titolo in borsa?
È ora di finirla con queste cattive abitudini di Zanni! Gliel'ho detto mille volte, sia a lui che ai suoi cugini Zanichelli e Orlandini, di