Prenderanno il via nella settimana che precede la Pasqua le operazioni per la realizzazione del cosiddetto “digital twin” urbano di Reggio Emilia, una ricostruzione digitale della città basata su una scansione ad alta precisione di tutto il territorio comunale. L’amministrazione Massari ha deciso di dotarsi di questo strumento che consente di costruire un modello 3D navigabile degli spazi e delle infrastrutture urbane reggiane, in modo da poterli visualizzare, analizzare e studiare anche da remoto.
Il territorio reggiano sarà digitalizzato con telecamere ad alta risoluzione e scanner Lidar e poi catalogato sulla base di parametri di rilevanza e altri elementi utili per la manutenzione e la pianificazione: una modalità che consentirà la mappatura di vari aspetti della città (impianti semaforici, illuminazione pubblica, pavimentazione stradale, passi carrai, segnaletica stradale, occupazione del suolo pubblico, impianti pubblicitari, verde pubblico). Una volta acquisiti e classificati, i dati così raccolti andranno ad alimentare una piattaforma digitale – comprensiva di immagini a 360° e nuvole di punti 3D – pienamente integrabile con i sistemi informativi geografici (Gis) già a disposizione del Comune.
Il “gemello digitale” consentirà all’amministrazione comunale di disporre di un ricco database di informazioni puntuali e georeferenziate per conoscere, ad esempio, lo stato di conservazione di superfici stradali, segnaletica, infrastrutture o verde urbano, per poter stabilire di conseguenza le priorità e le modalità di intervento in ciascun ambito.
Lo strumento offrirà anche un censimento aggiornato dei passi carrai, dell’utilizzo del suolo pubblico e di altre situazioni di interesse: i tecnici comunali potranno così disporre di dati certi, condivisi, interrogabili e aggiornabili, riducendo la necessità di sopralluoghi preliminari e migliorando così l’efficienza operativa degli interventi.
Il Comune considera questo digital twin “un prezioso alleato per la pianificazione urbana”, perché consentirà di immaginare e “testare” il futuro del territorio incrociando in contemporanea una moltitudine di dati di diverso tipo, dando anche la possibilità di simulare l’impatto di un intervento – dalla realizzazione di un’infrastruttura alla riforestazione di un’area – ancora prima di realizzarlo, per studiarne le ricadute e la reale efficacia.
A partire dalla settimana prima di Pasqua, come detto, inizierà la fase di mappatura vera e propria del territorio: i circa 963 chilometri di strade saranno fotografati in un tempo stimato di circa 3-4 settimane, a seconda delle condizioni meteorologiche. In caso di pioggia, nebbia, neve o sole basso, infatti, l’azione sarà sospesa per evitare che si creino riflessi nelle immagini o altre situazioni che possano ridurre la visibilità.

Nei prossimi giorni inizieranno a circolare alcuni veicoli speciali sormontati da apposite telecamere in grado di restituire una visione a 360 gradi degli spazi: in prevalenza saranno automobili, ma nei tratti più ristretti o poco accessibili potranno essere impiegati anche operatori in scooter o appiedati, muniti di zaino. Alcune aree, inoltre, saranno fotografate dall’alto con i droni. Tutte le immagini così raccolte saranno poi trattate per rendere anonimi i dati personali, nel rispetto del Gdpr: in fase di post-elaborazione è prevista la sfocatura automatica di volti, targhe e campanelli. Ogni set di dati, infine, sarà sottoposto a controlli di qualità automatizzati e manuali, utilizzando modelli statistici e convalida visiva.






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