Fratelli d’Italia non si ferma: dopo aver scoperchiato il caso del Laboratorio AQ16, il centro sociale reggiano “insediato” ormai da oltre 23 anni in via Fratelli Manfredi 14, senza però che risultino agli atti convenzioni o titoli formali che ne disciplinino l’uso degli spazi, il partito meloniano è pronto a portare la questione in Prefettura.
Mercoledì 18 marzo una delegazione del gruppo consiliare incontrerà il prefetto: “E non sarà un incontro formale, né una passerella”, assicura il capogruppo Paglialonga: “Sarà un passaggio istituzionale serio, necessario e inevitabile, perché quanto emerso in questi giorni non è più solo una questione politica: è una questione di legalità, di sicurezza e di rispetto verso i cittadini. Porteremo davanti al prefetto atti ufficiali, documenti e risposte scritte dell’amministrazione comunale. Fatti che raccontano una realtà molto grave: per anni, a Reggio, è stata tollerata una situazione fuori da ogni regola. E mentre tutto questo accadeva, l’amministrazione sapeva. Lo sapeva e non è intervenuta”.
“Chiederemo al prefetto una cosa molto semplice: chiarezza”, prosegue Paglialonga: “Chiarezza su cosa è successo in questi anni. Chiarezza su chi doveva controllare e non lo ha fatto. Chiarezza su come si intende intervenire oggi per garantire che tutto questo non possa più accadere. Questo è il punto. Non è uno scontro ideologico. Non è una battaglia contro qualcuno. È una battaglia per riportare questa città dentro un perimetro di legalità che deve valere per tutti. Quanto accaduto non è accettabile. E non lo è soprattutto per il rischio a cui sono stati esposti i cittadini. Perché le norme sulla sicurezza non sono burocrazia: sono ciò che serve per evitare tragedie”.
Questa vicenda, sottolinea il capogruppo reggiano di FdI, “non può essere archiviata con qualche dichiarazione o con generiche promesse di dialogo. Serve assumersi delle responsabilità. Serve ristabilire un principio che deve essere non negoziabile: le regole valgono per tutti. Senza eccezioni, senza zone franche e senza coperture politiche”.
Di certo a Fratelli d’Italia non è bastato il secondo round (dopo quello della settimana precedente) in consiglio comunale, anzi: nella seduta di lunedì 16 marzo “abbiamo assistito a una scena imbarazzante”, dice Paglialonga: “Di fronte a domande precise del nostro gruppo consiliare, il sindaco Massari non ha fornito una sola risposta concreta, rifugiandosi in un intervento rabbioso, privo di contenuto ma pieno dei soliti luoghi comuni raccatta-voti. È l’ennesima dimostrazione di una gestione politica inadeguata e incapace di assumersi responsabilità”.
Ma per Paglialonga “c’è un fatto ancora più grave: è stato di fatto silenziato proprio l’assessore competente, Davide Prandi, l’unico che aveva fornito una risposta ufficiale, chiara e documentata agli atti. E forse è proprio questa la sua ‘colpa’: aver messo nero su bianco una verità che qualcuno oggi vorrebbe ridimensionare. Quando, in un’amministrazione, chi dice la verità viene messo da parte e chi dovrebbe rispondere sceglie di non farlo, significa che non siamo più davanti a un problema amministrativo, ma a un problema politico grave, fatto di imbarazzo, contraddizioni e tentativi evidenti di coprire quanto emerso”.
La verità, però, secondo Paglialonga “è che quella risposta non poteva essere diversa, perché il sindaco è ostaggio della sua stessa maggioranza e degli equilibri politici che lo tengono in piedi. Con gli spalti pieni di chi lo ha sostenuto politicamente e con una parte di quella realtà direttamente rappresentata nelle liste che lo hanno portato alla vittoria, era evidente che non avrebbe mai avuto il coraggio di prendere una posizione chiara”.
Una presunta “subalternità politica” che per il capogruppo di Fratelli d’Italia sarebbe emersa “in modo plastico” già la scorsa estate, con la nomina di Federica Zambelli nel consiglio di amministrazione di Acer (Agenzia casa Emilia-Romagna) “che certifica un rapporto che va ben oltre il semplice dialogo istituzionale”.






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