Reggio, domenica di follia sul bus della linea 93: molestie su una minorenne e spray urticante

Autobus Seta

Domenica 15 marzo su un autobus della linea 93 (gestita dalla ditta La Valle per conto di Seta), che collega Cadelbosco di Sopra e Reggio Emilia, un’autista ha dovuto gestire da sola, in rapida successione, un caso di molestie verbali a sfondo sessuale su una ragazza minorenne e un’aggressione con spray urticante.

Il tutto “senza un pulsante antipanico a bordo, senza un collegamento efficace con la centrale operativa di Seta e senza una filodiffusione deterrente. Nel 2026 non è accettabile”, tuona Gaetano Capozza, segretario della Fit Cisl di Reggio. L’episodio è stato portato anche all’attenzione della Prefettura reggiana, che i sindacati di categoria hanno incontrato martedì 17 marzo proprio per un focus programmato sui temi della sicurezza.

Nel frattempo, l’autista ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, che hanno acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza installato a bordo dell’autobus per indagare.

È stata la stessa autista a ricostruire le tappe della vicenda. Domenica scorsa, poco prima delle 14, alla fermata di Cadelbosco di Sopra sono salite a bordo dell’autobus, già affollato, una decina di persone: tra queste anche un uomo di 40-50 anni, in evidente stato di alterazione, peraltro già noto alla conducente del mezzo pubblico per alcuni suoi precedenti comportamenti molesti verso i passeggeri anche sulla linea serale 195.

“Appena è salito mi ha ordinato, urlando, di mettere della musica”, ricorda l’autista: “Ho evitato di reagire. Avanziamo verso Reggio quando, all’altezza di Sesso, sento la sua voce roca, inconfondibile. Tra la fermata del Tribunale e quella del Campovolo ha detto cose orrende a una ragazzina di 15-16 anni, insulti a sfondo sessuale, ripetuti più volte. Una giovane donna ha preso le sue difese, urlando all’aggressore di vergognarsi”.

Dopo pochi minuti, l’autista ha cercato una fermata sicura: mancando il pulsante antipanico, ha chiamato il 112, informando ad alta voce i passeggeri di aver allertato i carabinieri. Ma nemmeno questo è bastato: quanto l’autobus è arrivato all’altezza della rotonda nei pressi di piazzale Europa, in zona Cim, i passeggeri si sono spostati tutti verso la parte anteriore del mezzo, perché qualcuno nel frattempo aveva usato uno spray urticante a bordo.

“La ragazzina molestata – ricorda ancora l’autista – mi è corsa incontro con le lacrime agli occhi, chiedendomi di farla scendere. Mi sono buttata dentro piazzale Europa e ho aperto le porte. Credetemi: non riuscivo più a respirare”. All’arrivo dei carabinieri e dell’ambulanza, pochi minuti dopo, la maggior parte dei passeggeri si era già dileguata.

L’autista, 53 anni, con vent’anni di esperienza alle spalle, è stata visitata al pronto soccorso dell’arcispedale Santa Maria Nuova. Il giorno dopo ha sporto denuncia per quanto accaduto: “Amo questo lavoro. Ho una figlia della stessa età della ragazza molestata e, pensando a lei, ritengo giusto rivolgermi a tutta Reggio: non è possibile lavorare e viaggiare con la paura di essere aggredite e voglio contribuire a un cambiamento indispensabile”.

Una battaglia sposata in pieno da Fit Cisl: “La sua storia dimostra l’urgenza di creare standard efficaci e uniformi per tutti i mezzi del trasporto pubblico locale, quelli di Seta e quelli delle aziende in appalto”, sostiene Capozza. “Un autista è responsabile della sicurezza delle persone e non può dover guidare, tenere a bada il panico a bordo e dover armeggiare con il telefono per avvisare le forze dell’ordine. È davvero giunto il tempo di cambiare passo”.



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