Reggio, ceduti al Comune 800 metri quadrati delle ex Reggiane per il Tecnopolo 2

Tecnopolo Reggio Emilia porta gate nord – FM

A Reggio Emilia prosegue l’iter per l’ampliamento del Parco Innovazione nell’area delle ex Officine Reggiane, che prevede la nascita del Tecnopolo 2 nell’ambito del piano di rigenerazione urbana di interesse pubblico “Bando delle periferie reggiane/Santa Croce”.

Il consiglio comunale di Reggio, nella seduta di lunedì 30 marzo, ha approvato la delibera – illustrata dall’assessore alla rigenerazione urbana Carlo Pasini – relativa al riordino e alla razionalizzazione delle proprietà e dei diritti reali che insistono sul Capannone 15B/C, funzionale appunto alla realizzazione del Tecnopolo 2.

L’accordo, un passaggio tecnico, prevede la permuta di alcune aree relative al Capannone 15 B/C tra il Comune di Reggio, Stu Reggiane e Unimore, in modo tale da mettere Stu Reggiane nella condizione di poter recuperare il capannone e insediarvi funzioni di ricerca e sviluppo di Rei (Reggio Emilia innovazione), Crpa (Centro ricerche produzioni animali) e Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia), oltre a un nuovo incubatore di impresa.

In Sala del Tricolore il documento è stato approvato con 19 voti a favore (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa verde-Possibile) e 9 voti contrari (Coalizione civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega).

L’accordo di permuta, che non comporta nuovi oneri a carico del bilancio comunale, prevede in particolare la cessione al Comune di una porzione di circa 800 metri quadrati di superficie (precedentemente gravati di usufrutto da parte di Unimore e da comproprietà con il Comune) necessaria per la realizzazione del Tecnopolo 2 e delle strutture ad esso connesse: piazzali, percorsi, bonifiche e futuro spazio pubblico.

La realizzazione del Tecnopolo 2, già entrata in fase di progettazione esecutiva, è finanziata dalla Regione Emilia Romagna con 1,5 milioni di euro, a cui si sommano 300.000 euro stanziati dal Comune di Reggio e 75.000 euro messi a disposizione dagli enti che vi si insedieranno per fare ricerca.



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