L’industria italiana messa “alle corde” da una miscela di elementi in campo che ne mettono a dura prova “la resilienza”. Secondo il Centro studi di Confidustria, l’impatto del prezzo record del gas sull’economia italiana – unito alla crescita dell’inflazione, ed i tassi in crescita – “potrebbe valere fino al 3,2% del Pil, nel biennio 2022-23”: secondo gli industriali, questo potrebbe portare ad una crescita della disoccupazione “-528mila occupati”.
#CongiunturaFlash | Lo scenario vira al ribasso: il prezzo del #gas non è mai stato così alto, #inflazione e tassi di interesse continuano a salire. Nell’#industria 🇮🇹 si materializza la caduta, nonostante l’export resiliente e
i servizi in risalita
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“Resilienza industria è alle corde”. Il Centro studi di Confindustria, nella sua “Congiuntura flash” di settembre, sottolinea che “la resilienza dell’industria è alle corde, dopo troppi mesi di impatto del caro-energia sui margini delle imprese: soffriranno gli investimenti”. Per
gli imprenditori “l’inflazione record erode il reddito delle famiglie e minaccia i consumi, protetti (in parte e non per molto ancora) dal risparmio accumulato: i tassi rialzati dalla Bce daranno un ulteriore impulso recessivo”.






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