[Libri] Classifica dei più venduti della settimana all’Arco di Reggio

L’alba dei leoni Stefania Auci copertina

Classifica realizzata in collaborazione con Librerie.coop all’Arco di Reggio Emilia.

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Classifica settimanale dei più venduti alla Libreria All’Arco di Reggio

Stefania Auci, L’alba dei leoni, Nord
Bianca Pitzorno, La sonnambula, Bompiani
Angela Marsons, Il silenzio dei colpevoli, Newton Compton Editori
Piergiorgio Pulixi, Il nido del corvo, Feltrinelli
Daniele Mencarelli, Quattro presunti familiari, Sellerio Editore Palermo

 

Libri della settimana

Daniel Silva, Il capolavoro rubato – HarperCollins
Gabriel Allon ha da poco iniziato a lavorare al restauro di un prezioso Tiziano conservato a Venezia, quando scopre il corpo di una donna misteriosa che galleggia nelle acque della Laguna… e si ritrova coinvolto in una disperata corsa per recuperare un capolavoro perduto che potrebbe essere nientemeno che di Leonardo da Vinci. Il dipinto, il ritratto di una bellissima fanciulla attribuito erroneamente a un artista sconosciuto e nascosto sotto un quadro insignificante, si trovava in un deposito dei Musei Vaticani da oltre un secolo, e quando una notte è scomparso durante una strana interruzione di corrente, nessuno se ne è accorto. Gli unici a saperlo sono gli spietati mafiosi e i finanzieri che hanno commissionato il furto… e la misteriosa donna morta a Venezia. Una donna senza nome. Una donna senza volto. Chiamato a risolvere questo crimine apparentemente perfetto, Gabriel Allon segue le tracce del dipinto rubato, in una corsa all’ultimo respiro che lo porta dalle gallerie d’arte e dalle case d’asta di Londra fino a un’enclave di inimmaginabile ricchezza sulla Costa Azzurra, per poi concludersi con un crescendo sconvolgente in Piazza San Pietro, dove un papa è in bilico tra la vita e la morte. “Il capolavoro rubato” è una spy story appassionante, che esplora il lato oscuro del mondo dell’arte, tra commercianti senza scrupoli, avidi trafficanti e finanzieri spregiudicati.

Gianrico Carofiglio, Viaggio in Italia – Touring
In un Paese ampiamente raccontato, spettacolarizzato e a volte banalizzato c’è ancora spazio per la sorpresa. Ai margini delle mappe, nei dettagli e negli angoli nascosti esiste una dimensione inquieta che solo uno sguardo lucido e al tempo stesso visionario può rendere visibile. Le città visibili di un grande narratore: da Bari a Venezia, da Palermo a Torino, in una trama tessuta con allegro spaesamento, in molte direzioni ma senza una destinazione precisa. Cartografo dell’invisibile, Carofiglio ci accompagna con il passo del flâneur, invitandoci a scoprire la luce nella penombra, la bellezza nascosta nei dettagli e nelle storie minime. Ricordandoci che sono le deviazioni e il caso a far balenare orizzonti inattesi e sorprendenti.

Giuseppe Festa, La pescatrice – Salani
Marettimo, Sicilia. Scilla ha quattordici anni ed è la ‘Capitana’ della Cariddi, la feluca ereditata dal padre. Un giorno, sfidando il vento forte e gli squali, riesce a catturare il pesce spada più grande della sua vita. Ma tra le branchie trova un ciondolo d’oro che racchiude una foto. E un segreto riaffiora dal passato. Da quel momento l’isola non è più soltanto casa: è il punto di partenza di una ricerca che attraversa tempeste e silenzi, ferite e scoperte. Accanto a Scilla ci sono Mansur, lanzaturi dal sorriso ostinato, Filomena, complice di sogni ribelli, e un mare vivo che insegna, minaccia e protegge. In un Mediterraneo che cambia, tra reti a strascico e plastiche che soffocano i fondali, la pesca all’arpione diventa un atto di rispetto e resistenza. E quel frammento d’oro riemerso dal profondo riapre domande capaci di spingere Scilla oltre l’orizzonte. Per scrivere questo romanzo Giuseppe Festa si è immerso nella vita di Marettimo, raccogliendo voci e memorie, e ha navigato sullo Stretto di Messina su una feluca, studiando da vicino la pesca tradizionale al pesce spada: un patrimonio di saperi che ha intrecciato in un’indimenticabile storia di formazione e avventura, di radici e libertà, dove crescere significa imparare a riconoscere sé stessi. Un’onda dopo l’altra.

 

Uscite top

Morten A. Stroksnes, Il fantasma di Lumholtz – Iperborea
Carl Lumholtz è un trentenne di Lillehammer senza prospettive laureato in teologia, ma è bravo a sparare agli animali e impagliarli, e ha qualche contatto con i musei. È per questo che parte per l’Australia nel 1880, con l’intento di catturare e mandare in Norvegia quanta più fauna imbalsamata possibile. Così inizia la sua carriera di esploratore, che lo renderà famoso in tutto il mondo e un eroe in patria, protagonista di una vita che «somiglia a un romanzo d’avventura per ragazzi»: quattro anni in Australia, quasi due decenni tra Stati Uniti e Messico, due esplorazioni nel Borneo. Ma in viaggio Lumholtz si scopre etnografo, pioniere dell’«osservazione partecipante», e nonostante il retaggio eurocentrico e i rudimenti da frenologo scrive libri preziosi sulle esperienze tra le popolazioni native: gli aborigeni del Queensland, i rarámuri e i wixárika del Messico, i dayak del Borneo. Cosa resta oggi di quel mondo? Morten Strøksnes sovrappone il suo sguardo a quello dell’illustre concittadino e segue il suo viaggio. Quelli che per Lumholtz erano barbari da civilizzare, destinati a soccombere all’inesorabile avanzata della modernità occidentale, a un occhio contemporaneo appaiono come testimoni di culture uniche: depositari di un sapere inestimabile alle prese con i lasciti del colonialismo, da tempo in lotta con l’espropriazione dei territori ancestrali, il razzismo e il cambiamento climatico. Facendosi strada nelle foreste più fitte, partecipando a riti a base di peyote e schivando velenosi alberi australiani, Strøksnes fa i conti e ammenda con un passato ingombrante e si misura con un esploratore dimenticato, uomo del suo tempo eppure precursore del futuro, in un reportage monumentale che omaggia l’ingegno umano e la sua capacità di comunione con la natura.

Artico. The Passenger – Iperborea
Un secolo dopo la grande epopea delle spedizioni polari, quando gli europei facevano a gara a chi per primo toccasse il Polo Nord, l’Artico è di nuovo di gran moda. Dai turisti «dell’ultima chance», che vogliono vedere i ghiacciai e gli orsi polari prima che sia troppo tardi, alle università e i nuovi corsi di laurea che attraggono studenti in cittadine altrimenti note solo per il clima inospitale, agli uffici di marketing che usano l’aggettivo «artico» per vendere una purezza più immaginata che reale, tutti sembrano volerne un pezzo. Gli Stati Uniti hanno mire espansionistiche sulla Groenlandia, la Cina si autoproclama uno stato «vicino all’Artico», la Russia potenzia la sua flotta di rompighiaccio, mentre le compagnie estrattive di mezzo mondo si leccano i baffi e l’agribusiness sogna nuove terre coltivabili. Il ghiaccio si scioglie rivelando una nuova terra (e mare) di opportunità minerarie, commerciali, militari e politiche per chi ha i soldi e i mezzi per sfruttarle – ma anche rischi planetari. L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta e con lui il permafrost sotto la tundra russa e canadese, che si scioglie rilasciando quantità di metano e CO2 in un circolo vizioso catastrofico. Come nelle prime ondate di colonizzazione, i nuovi imperialisti accecati da promesse di ricchezza vedono solo luoghi disabitati, dove le difficoltà sono tecnologiche, e quindi sormontabili. Ma l’Artico non è vergine né tantomeno vuoto. Tra quelli che hanno scelto di viverci – da tempo immemore o da poche generazioni – c’è chi accoglie i cambiamenti in atto confidando nelle nuove opportunità, c’è chi piange un mondo che si disgrega come banchi di ghiaccio al sole, c’è chi si organizza per fermare gli abusi più gravi. E come un secolo fa, quel paesaggio maestoso e terribile continua ad attrarre avventurieri e visionari, che rinunciano ai comfort di latitudini più miti per toccare con mano quella che rimane un’ultima frontiera.

 

Le promozioni più rilevanti

Per ogni 25 euro di spesa della collana Universale Economica dell’editore Feltrinelli in omaggio una coperta
Fino al 14 febbraio sconto del 20% sul catalogo NN Editore
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Il calendario degli eventi di gennaio



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