L’ex presidente del porto di Genova ed ex amministratore delegato di Iren Paolo Signorini resta al momento nel carcere di Marassi dove è rinchiuso dal 7 maggio dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Genova che coinvolge anche il governatore della Ligria Toti. Il Tribunale del riesame ha infatti rigettato l’istanza presentata dagli avvocati Enrico e Mario Scopesi perché le soluzioni individuate per i domiciliari – un’abitazione a Genova messa a disposizione da una parente oppure ad Aosta dal fratello – non sono apparse ai giudici sufficientemente tranquillizzanti circa il rischio di inquinamento probatorio.
Signorini è l’unico tra gli arrestati ad essere finito in carcere mentre i principali coindagati, tra cui il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, erano finiti da subito ai domiciliari. Nel frattempo, Iren – dopo aver trasferito nell’immediatezza dell’aresto le sue deleghe operative a Luca Dal Fabbro e Moris Ferretti – lo ha dapprima licenziato per giusta causa, poi estromesso dal Cda.






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A mia memoria nessun altro progetto (forse le vele) non è mai stato cosi tanto discusso, approfondito e condiviso come questo. Abitando nel quartiere non sentito […]
in effetti, aiutare con terapie contro il dolore, oggi enormemente più efficaci rispetto al passato, l'ammalato e dare a lui e ai familiari un adeguato […]
onesta'intellettuale,correttezza comportamentale,colto vero.socialista, peccato non averti potuto avere come sindaco negli anni 80/90 con la tua lungimiranza, capacita'.di analisi, visione avremmo certamente una Reggio
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