Continuano a propagarsi anche a livello locale gli effetti dell’operazione Domino, l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo che lo scorso 27 dicembre ha portato all’arresto di nove persone accusate di aver “dirottato” all’organizzazione terroristica Hamas oltre sette milioni di euro raccolti in Italia tramite tre associazioni di beneficenza formalmente dedicate alla causa umanitaria del sostegno alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza.
Tra gli arrestati figura anche Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa: 52 anni, marocchino, residente a Sassuolo, ufficialmente dipendente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp), una delle tre finite nel mirino, è accusato di concorso esterno in associazione terroristica ed è considerato dagli inquirenti il referente per la raccolta delle donazioni nelle regioni del Nordest d’Italia – tra cui anche l’Emilia-Romagna.
Ed è proprio su questo arresto che si è concentrata l’attenzione di Guglielmo Golinelli, segretario provinciale della Lega di Modena, che ha parlato di “shock per la città di Sassuolo” e ha sottolineato come “in questo contesto desta particolare allarme il possibile collegamento” tra lo stesso Abu Rawwa e l’acquisto dell’immobile destinato a diventare la nuova moschea di Sassuolo, “collegamento che le autorità giudiziarie stanno accertando”.
Il progetto del centro islamico Al Medina di Sassuolo punta a realizzare una delle strutture religiose più ampie dell’Emilia-Romagna: l’associazione islamica della cittadina sassolese, fondata nel 1990, ha acquistato un nuovo grande spazio nel comparto “I Quadrati” a Braida, con l’intenzione di trasferire lì il luogo di culto che attualmente si trova in via Cavour.

La comunità di cittadini sassolesi di fede islamica, riunita nelle associazioni Acis, Al Huda e appunto Al Medina, subito dopo gli arresti ha immediatamente espresso in una nota congiunta “ferma condanna a ogni forma di terrorismo”, confermando “piena fiducia nel sistema giudiziario italiano e nelle istituzioni che lo governano” e ribadendo “con fermezza” che “non è mai stata promossa né accolta alcuna raccolta fondi destinata ad Hamas”.
Ma la Lega non si fida, e attacca il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini: “Ancora più pesanti sono le responsabilità del sindaco, che ha accompagnato il progetto della moschea con un atteggiamento accondiscendente e superficiale, senza mai porsi domande pubbliche sulla provenienza dei fondi, sui soggetti coinvolti e sulle modalità con cui l’operazione immobiliare è stata portata avanti. Amministrare una città significa vigilare, non limitarsi a voltarsi dall’altra parte”.
Secondo Golinelli, “alla luce delle indagini in corso e delle accuse di terrorismo internazionale, tutto deve essere immediatamente bloccato. Chiedo la sospensione totale di ogni procedura legata alla realizzazione della moschea a Sassuolo fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sui legami tra l’immobile, i soggetti coinvolti e i flussi di denaro utilizzati. Non è una battaglia contro la libertà religiosa, ma una questione di legalità, sicurezza e rispetto dei cittadini. Quando si parla di terrorismo non esistono zone grigie. Sassuolo ha diritto a verità, trasparenza e amministratori capaci di dire ‘stop’ prima che sia troppo tardi”.
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