Degrado in stazione, Forza Italia: “È il fallimento delle politiche di integrazione della sinistra”
Domenica 15 marzo durante la trasmissione televisiva di Rete4 “Fuori dal Coro”, condotta da Mario Giordano, è andato in onda un servizio realizzato dalla giornalista Annalisa Grandi per documentare le situazioni di degrado nel quartiere della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia: la troupe del programma è stata insultata e minacciata, una donna straniera ha sputato addosso all’inviata e c’è stato anche un tentativo di “avvicinamento” piuttosto minaccioso da parte di una persona che si era accorta della presenza delle telecamere.
Per il coordinamento reggiano e il dipartimento provinciale sicurezza di Forza Italia “milioni di italiani hanno visto quello che i cittadini di Reggio vivono ogni giorno e che le amministrazioni di sinistra continuano a negare: quartieri degradati, spaccio radicato alla luce del giorno, spazi pubblici occupati, sottratti alla comunità e consegnati alla criminalità, residenti spaventati che si sentono abbandonati dall’amministrazione locale e stranieri in casa propria”.
Secondo il partito forzista tutto questo “è il risultato diretto di decenni di scelte politiche sbagliate, difese con arroganza ideologica da chi ha governato questa città e continua a farlo. Parliamo di politiche precise, deliberate e continuative. La sinistra reggiana ha costruito un sistema di accoglienza e integrazione fondato su un principio ideologico invalicabile: accogliere sempre, accogliere tutti, senza selezionare, senza valutare, senza pretendere il rispetto delle regole come condizione minima di convivenza. Un sistema che non è mai stato progettato per integrare, ma per accogliere soltanto”.
Il risultato di quelle politiche, per Forza Italia, “è quello che milioni di italiani hanno visto in tv: quartieri che continuano a svuotarsi dei residenti storici, spaventati e abbandonati; degrado radicato che avanza, mentre l’amministrazione locale guarda altrove. Una città che la sinistra continua a raccontare come modello di integrazione mentre i suoi stessi cittadini la abbandonano. E mentre tutto questo accade, la sinistra reggiana difende il proprio modello, accusando di pregiudizio chi solleva problemi, continuando a finanziare con le tasse dei reggiani un sistema che produce marginalità invece di integrazione. Non esistono alibi, non esistono attenuanti, non esistono narrazioni alternative che tengano di fronte alle immagini mandate in onda su una rete nazionale”.
Le responsabilità di chi governa la città, concludono i forzisti, “sono enormi. Il conto è il conto di una sinistra che ha anteposto la propria ideologia alla sicurezza e alla dignità delle persone che amministra. Cosa sta facendo oggi il Comune di Reggio Emilia per restituire sicurezza e dignità ai propri cittadini? Quali risultati concreti e misurabili hanno prodotto le loro politiche di integrazione che continuano a difendere? Quanto è costato ai cittadini reggiani un sistema che ha prodotto questi risultati? Chi risponde del degrado mostrato davanti a tutta Italia? Se non arrivano risposte serie, i cittadini avranno la conferma di quello che già sanno”.
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Le persone per bene che rispettano la legge, soprattutto, coloro che svolgono attività pubbliche (soggette ai controlli di regolarità), devono solo ringraziare Aragona e Paglialonga
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