Alcuni studenti e studentesse dell’Università di Bologna, riuniti nel gruppo Art. 34, hanno prodotto un cortometraggio dal titolo “La Scelta”, dedicato alla vicenda di Saman Abbas (la ragazza pakistana di 18 anni che svanì nel nulla nel 2021 dalla sua abitazione di Novellara e che fu ritrovata senza vita un anno e mezzo dopo, sepolta nei pressi di un casolare abbandonato nelle campagne della Bassa reggiana) e a tutte le ragazze vittime di matrimoni forzati.
Il cortometraggio è stato realizzato all’interno del network internazionale Falling in Law – International Network of Law and Culture, un progetto che unisce cinema, musica e riflessione giuridica ma soprattutto che affida ai giovani un compito di grande responsabilità, quello di trasformare il diritto astratto in consapevolezza concreta.
“La vicenda di Saman Abbas continua a interrogare le nostre coscienze”, ha spiegato il gruppo Art. 34: “Non solo come tragico fatto di cronaca, ma come segnale di una frattura profonda: quella che si apre quando una giovane vita viene privata del diritto di scegliere, in nome di una tradizione che finisce per soffocare la dignità della persona. ‘La Scelta’ nasce da questa ferita e la trasforma in racconto, evitando ogni semplificazione e ogni retorica”.
Il richiamo all’articolo 34 della Costituzione italiana “non è solo simbolico: l’istruzione, quando è autentica, è un’esperienza che libera, che rende capaci di distinguere tra ciò che è tradizione e ciò che è violenza, tra obbedienza e coscienza. È nella scuola e nell’università che si forma lo sguardo critico, ma anche il rispetto dell’altro e il riconoscimento della persona come valore in sé, mai riducibile a oggetto, mai sacrificabile a logiche familiari, culturali o comunitarie”.
Diretto da Antonio Albanese e Francesco Maria Albanese, con sceneggiatura, musica originale e direzione artistica di Rigel Bellombra, “La Scelta” è interpretato da studenti e studentesse dell’Università di Bologna e da docenti di atenei italiani e stranieri. Una delle scene più intense è ambientata nell’aula Bachelet, luogo simbolo dal quale la Corte d’assise d’appello di Bologna ha emesso la sentenza di condanna per le persone – la madre, il padre, lo zio e due cugini – ritenute responsabili del delitto di Saman Abbas.
Il film dialoga anche con la storia del cinema europeo. Alcune sequenze, infatti, sono state girate a Toledo, in Calle San Clemente, lo stesso luogo in cui Luis Buñuel ambientò una scena decisiva di “Tristana”: anche in quel caso la protagonista si arresta davanti a un bivio simbolico tra obbedienza e libertà, un gesto che “La Scelta” riprende e riattualizza in chiave contemporanea, mostrando come le nuove generazioni possano aprire strade diverse.
“Ricordare Saman Abbas – ha concluso il gruppo Art. 34 – significa allora non ridurla a un simbolo, ma custodirne la memoria come appello. Un appello rivolto alle famiglie, alle istituzioni educative, alle comunità civili e religiose, perché nessuna giovane sia lasciata sola di fronte a una scelta impossibile”.






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