Corte dei conti: Emilia-Romagna “regione benchmark” per il sistema sanitario

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Ancora una volta l’Emilia-Romagna si conferma come una delle regioni “benchmark” per il sistema sanitario nazionale, come ha stabilito la Corte dei conti nella relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali riferita al triennio 2022-2024.

L’Emilia-Romagna mantiene questo status ininterrottamente dal 2019: era la seconda regione d’Italia nel 2019 e nel 2020, ed è poi passata in testa dal 2021 in poi grazie alle elevate performance nei livelli essenziali di assistenza, a una gestione finanziaria considerata nel complesso solida e all’alta capacità di attrarre pazienti da altre regioni.

Le regioni “benchmark” sono utilizzate come riferimento dalla Corte dei conti per determinare i costi standard nel riparto del Fondo sanitario nazionale.

L’Emilia-Romagna brilla in particolare per quanto riguarda le performance e i livelli essenziali di assistenza (Lea). Nel 2023 la regione ha ottenuto punteggi molto elevati in tutte le macroaree monitorate dal nuovo sistema di garanzia (Nsg): 97 punti nella prevenzione, 89 nell’assistenza distrettuale e 92 nell’assistenza ospedaliera. Con un punteggio complessivo di 278, è stata superata nel 2023 solo dal Veneto, dopo essere stata la migliore in assoluto nel triennio 2020-2022.

Per quanto riguarda la cosiddetta “mobilità sanitaria”, invece, l’Emilia-Romagna ha superato la Lombardia nel 2022 e nel 2023 come regione con il maggior saldo positivo di mobilità interregionale. Nel 2024, tornata seconda dietro alla Lombardia, il saldo è stato di +525,4 milioni di euro, confermando comunque una forte capacità di attrazione verso gli ospedali emiliano-romagnoli.

Per l’esercizio 2024, all’Emilia-Romagna è stato assegnato un finanziamento indistinto per i Lea pari a circa 9,7 miliardi di euro, con un incremento del 3,8% rispetto al 2023. La regione ha chiuso l’anno 2023 con un utile di circa 596.000 euro. I dati parziali del quarto trimestre del 2024 hanno evidenziato un avanzo di 197,4 milioni, dato che però potrebbe risentire di criticità legate ai rinnovi contrattuali e agli aumentati costi dell’energia e per la spesa farmaceutica.

Nel 2023 il costo del personale è stato pari a circa 3,5 miliardi, con una spesa pro capite di 789 euro. La regione è risultata tra le più virtuose d’Italia anche nei pagamenti: nel 2023 ha pagato i fornitori con un anticipo medio di 5,16 giorni rispetto alla scadenza delle fatture.



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