Non si placano le polemiche per la frase pronunciata lunedì scorso durante il consiglio comunale di Reggio Emilia dal capogruppo di Verdi-Possibile Alessandro Miglioli: stizzito per le interruzioni provenienti dai banchi dell’opposizione, il consigliere aveva interrotto il suo intervento e, rivolgendosi al presidente del consiglio comunale Matteo Iori, aveva detto: “Presidente, può chiudere il becco alla consigliera Davoli?”. Una frase sgradevole e inopportuna che, inevitabilmente, ha scatenato un polverone.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, di cui Davoli fa parte, ha parlato di “spettacolo deprecabile e degradante” e di “insulti sessisti inaccettabili” che “rivelano ancora una volta, se ci fosse bisogno dell’ennesima dimostrazione, tutta l’ipocrisia della sinistra che, come sempre, predica bene e razzola malissimo”.
Per il partito di opposizione, “in un contesto già surreale dove la maggioranza ha imposto un dibattito di geopolitica internazionale invece di confrontarsi sui gravissimi problemi di sicurezza che stanno distruggendo la città e il nostro tessuto sociale, il consigliere Miglioli, confondendo una sede istituzionale con un centro sociale, ha rivelato il suo vero volto misogino e ipocrita”.
Per la diretta interessata si è trattato di “un insulto sessista da maschio alfa, intollerabile sempre, ma più che mai in una sede istituzionale”. Secondo Davoli “queste parole, uscite in un momento di perdita di controllo del consigliere Miglioli per una discussione particolarmente animata, non sono un lapsus, ma il sintomo di un’abitudine radicata di disprezzo della donna, incompatibile con chi si erge a paladino del femminismo, della democrazia e dei diritti. Miglioli e tutta la maggioranza di sinistra, che non si è dissociata dalle sue parole, si sono smascherati per ciò che sono davvero: ipocriti che predicano inclusione e rispetto, ma praticano sessismo e arroganza contro gli avversari quando la discussione li vede perdenti”.
“Queste offese sessiste non escono per caso”, rincara Davoli, “ma riflettono un atteggiamento radicato nel quotidiano. La prossima volta che si parla di rispetto e diritti delle donne, ovunque sia il dibattito, Miglioli ricordi quanto ha detto in consiglio, e rimanga dignitosamente in silenzio. E mi spiace anche constatare il silenzio complice di gran parte delle donne della maggioranza: a quanto pare, il sessismo esiste solo quando fa comodo alla sinistra delle femministe a giorni alterni”.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga “questo episodio vergognoso rappresenta un attacco non solo alla consigliera Davoli, ma a tutte le donne impegnate in politica e nella società. È intollerabile che in un’istituzione pubblica come il consiglio comunale si tollerino offese di stampo sessista, che minano la dignità personale e professionale”.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona rifila una stoccata anche al consigliere di Coalizione civica Dario De Lucia: “Nel suo ambiguo post di solidarietà, De Lucia continua ad attaccare la consigliera Davoli chiamandola ‘fascista’. Più che una reale testimonianza di vicinanza, sembra essere una mera strumentalizzazione per questioni di concorrenza sul medesimo elettorato di Avs. Una gran tristezza”.






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