Capotreno ucciso a Bologna, trovato un coltello nell’area in cui è avvenuto il delitto

Marin Jelenic ripreso da telecamere videosorveglianza

Giovedì 8 gennaio, durante un nuovo sopralluogo nella zona in cui è stato ucciso Alessandro Ambrosio, il capotreno di Trenitalia di 34 anni accoltellato mortalmente all’addome lo scorso 5 gennaio, è stato trovato un coltello, in un’area compatibile con il percorso fatto – secondo gli inquirenti, che ne hanno ricostruito i movimenti – dal trentaseienne croato Marin Jelenic, unico indagato per il delitto e attualmente in carcere a Brescia con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto si apprende, l’arma sarebbe stata rinvenuta più o meno nel punto in cui Jelenic si era nascosto per evitare di essere visto da una persona che stava sopraggiungendo dalla direzione opposta, la stessa che poco dopo avrebbe trovato Ambrosio agonizzante a terra e avrebbe lanciato l’allarme. Il tutto è successo nella stradina che collega il piazzale ovest della stazione ferroviaria di Bologna con il parcheggio riservato ai dipendenti.

Per verificare che il coltello ritrovato sia effettivamente l’arma del delitto saranno necessari ulteriori accertamenti, probabilmente con avvisi alle parti e in contraddittorio: impronte digitali e analisi genetiche, comparando eventuali tracce di sangue rilevate sul coltello con quello della vittima.

Nel frattempo proseguono le indagini della Squadra mobile della polizia di Bologna, coordinata dalla Procura felsinea. E proprio venerdì 9 gennaio a Brescia, il territorio in cui nella serata dell’Epifania è stato fermato Jelenic, intercettato nei pressi della stazione di Desenzano del Garda, è in programma l’udienza di convalida del fermo.



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