Botti di Capodanno, i carabinieri mettono in guardia sulla novità 2025: la “bomba Gaza”

botti Capodanno Napoli – CC

Le iniziative degli enti locali del territorio, in primis i Comuni, che sempre più spesso emettono ordinanze per vietare (anche se poi i controlli non sono quasi mai adeguati) l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio durante le festività di fine anno, e in particolare nella notte di Capodanno, non hanno di certo fermato il lavoro dei “fuochisti”.

Secondo quanto denunciato dai carabinieri, è stata segnalata la comparsa, sul mercato parallelo dei botti di Capodanno, di un nuovo e potente ordigno illegale ribattezzato (con estremo cattivo gusto) “bomba Gaza”. Come spesso accade, infatti, i produttori clandestini sfruttano nomi legati all’attualità dell’anno che sta per concludersi (personaggi sportivi, fatti di cronaca drammatici o, come in questo caso, veri e propri scenari di guerra) per “pubblicizzare” la potenza distruttiva dei propri manufatti.

Un’usanza che risale a decenni fa, e che ha probabilmente il suo precedente più celebre nella cosiddetta “bomba di Maradona”; negli anni si sono poi succedute denominazioni dedicate ad altri sportivi, soprattutto di area napoletana: la “bomba Careca”, la “bomba Zola”, fino ad arrivare alla “bomba Cavani” e alla “bomba Higuain” – e in tempi più recenti la “bomba Kvara”, dedicata all’allora beniamino georgiano dei tifosi del Napoli Khvicha Kvaratskhelia, e la “bomba Scudetto”, dedicata alla vittoria del campionato di Serie A da parte della squadra partenopea. Fino ad arrivare alla “bomba Sinner” del Capodanno 2024, dedicata appunto al campione di tennis altoatesino.

Altri ordigni, nel tempo, sono stati dedicati a personaggi o a eventi rilevanti dell’anno in questione (come la “bomba Bin Laden”, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, o la bomba “Covid”, ispirata alla pandemia di nuovo coronavirus): anche in questi casi era il cattivo gusto a farla da padrone.

Come ogni anno, anche in questo ultimo scorcio di 2025 il comando provinciale dei carabinieri di Reggio ha promosso la campagna di sensibilizzazione “Usa la testa, non rovinarti la festa”, rivolta soprattutto ai giovani, per educarli al corretto uso dei fuochi pirotecnici legali e per disincentivare l’acquisto dei pericolosissimi “botti” illegali, che spesso provocano lesioni permanenti e, nei casi più gravi, possono causare anche la morte. Quasi sempre gli incidenti sono dovuti a disattenzione, e non a fatalità.

Ma come riconoscere un botto illegale? I giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita devono riportare sulla confezione un’etichetta con il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio, il nome del prodotto, la ditta produttrice, la categoria d’appartenenza e le modalità d’uso. Possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la vendita di giocattoli e possono essere acquistati da tutte le persone con almeno 14 anni d’età.

Se, al contrario, il gioco pirotecnico è privo di etichetta, è da considerarsi illegale: l’acquisto costituisce un reato, che punisce sia il venditore che l’acquirente. Nei casi dubbi, prima di acquistare il prodotto sospetto è consigliabile rivolgersi alle forze di polizia telefonando al 112.

I prodotti pirotecnici classificati dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in IV (artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti) e V categoria (giocattoli pirici), invece, possono essere venduti solamente nei depositi dei fuochi d’artificio o nelle armerie autorizzate e possono essere acquistati con porto d’armi o nulla osta, sempre comunque con l’obbligo di denuncia alle forze dell’ordine, ma non possono essere accesi senza licenza.



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