Approvato il bilancio di previsione di Acer Reggio: risorse per oltre 10 milioni di euro

Acer Reggio Emilia

La Conferenza degli enti, riunitasi martedì 30 dicembre a Palazzo Allende sotto la presidenza della sindaca di Cavriago Francesca Bedogni, ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2026 di Acer Reggio Emilia: chiuso in pareggio, con un incremento di un milione di euro rispetto all’esercizio precedente, delinea una strategia centrata sulla coesione sociale e sull’evoluzione dei servizi, stanziando risorse per oltre 10 milioni.

Con l’avvio del programma regionale da 300 milioni di euro destinati al recupero del patrimonio sfitto, il 2026 sarà un anno decisamente importante per la sezione reggiana dell’Azienda casa Emilia-Romagna.

Il patrimonio immobiliare gestito da Acer Reggio Emilia conta 5.217 appartamenti in 23 comuni della provincia reggiana: 4.304 sono alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica, a canone sociale), 4.182 sono di proprietà comunale, 114 appartengono direttamente ad Acer e altri 8 a soggetti privati. Gli alloggi Ers (Edilizia residenziale sociale, a canone calmierato), invece, sono in tutto 806: 427 di proprietà comunale o di altri soggetti pubblici, 63 appartengono direttamente ad Acer, 217 a soggetti privati. Gli alloggi destinati ad accogliere studenti e studentesse sono 54 e garantiscono oltre cento posti letto. Completano i conti altri 53 alloggi adibiti a vari utilizzi.

Il contesto socio-economico attuale, per Acer Reggio Emilia, “restituisce uno scenario che vede duramente colpiti non solo famiglie e soggetti economicamente fragili, ma anche le categorie essenziali per la nostra comunità (operatori sanitari, educatori, autisti, forze dell’ordine), creando il paradosso secondo cui il lavoro non garantisce più il diritto alla casa”.

Di fronte a questa emergenza, Acer “si pone come facilitatore e garante”. Per supportare l’incrocio tra domanda e offerta di affitto a canone concordato, la prima linea di intervento riguarda il cosiddetto Patto per la casa, lo strumento di agevolazione predisposto dalla Regione Emilia-Romagna che interessa ad oggi 251 appartamenti privati di cui Acer è ente gestore. Il Patto offre garanzie concrete a copertura dei rischi tipici della locazione: il fondo regionale copre eventuali morosità, prevede fondi dedicati a piccoli interventi di manutenzione e per le attività tecnico-amministrative e presenta concreti vantaggi anche per gli inquilini, che non saranno tenuti al deposito cauzionale e avranno la possibilità di accedere a contributi a fondo perduto per la riduzione del canone.

Un’azione prioritaria per il 2026 sarà la revisione della cosiddetta “morosità storica”, che stando ai dati del bilancio 2024 ha raggiunto i 16 milioni di euro (con un fondo svalutazione crediti già accantonato di circa 10 milioni): una volta completate tutte le procedure possibili di recupero, sarà effettuata un’operazione di “pulizia” dei crediti ormai inesigibili, spesso frutto di una crisi economica oggettiva delle famiglie inquiline, aggravata dall’impennata dei costi delle utenze registrata a partire dal 2022. La progressione della “morosità storica” evidenzia come la situazione sia peggiorata molto a partire dalla pandemia da Covid-19.

In sostanziale continuità con gli anni precedenti anche il piano dei rinnovi delle convenzioni: nel 2026 saranno otto per la gestione degli alloggi pubblici (tra questi anche quello con il Comune di Reggio), altrettanti nell’anno successivo.

Si inserisce nell’ottica di semplificazione e vicinanza al cittadino l’obiettivo di Acer Reggio Emilia di attivare uno Sportello unico per l’abitare, che punta ad aggregare in un solo punto di accesso i servizi relativi all’edilizia residenziale pubblica (Erp), a quella sociale (Ers) e all’Agenzia per l’affitto, superando la frammentazione attuale. Grazie a questo strumento, ha spiegato Acer, “cittadine e cittadini potranno orientarsi con maggiore facilità, senza dover passare da uno sportello all’altro, trovando in un unico luogo tutte le informazioni e i servizi necessari”. Occhi puntati anche sul fronte della legalità, dove il coordinamento stretto con le polizie locali e le forze dell’ordine “potrà garantire un contrasto efficace alle occupazioni abusive e una maggiore sicurezza nei quartieri”.

“Le difficoltà dei cittadini ad accedere a una casa dignitosa a costi sostenibili”, ha detto la presidente della Conferenza degli enti Francesca Bedogni, “è ormai lo specchio di un sistema di diseguaglianze radicate che non può essere accettato come ineluttabile. Abbiamo bisogno di sguardi nuovi e nuove soluzioni capaci di intervenire sul sistema abitativo nel suo complesso, mercato privato, alloggi a canone calmierato, alloggi popolari, che garantiscano equità, giustizia sociale ma anche legalità. Per farlo c’è bisogno di costruire alleanze istituzionali forti tra Stato, Regione, Provincia e Comuni e di ricostruire una fiducia sociale diffusa: in questo senso, ben vengano anche strumenti di garanzia per i locatori, perché solo così si può rafforzare l’intero sistema dell’abitare. Ci vuole il coraggio di abbandonare slogan e annunci per costruire azioni concrete e condivise a beneficio delle famiglie, perché la casa è un elemento fondamentale per la costruzione del benessere, della serenità e dell’identità delle persone”.

Il 2026, ha anticipato il presidente di Acer Federico Amico, “non sarà solo un anno di gestione ordinaria, ma l’anno in cui si concretizzeranno nuovi strumenti per affrontare le urgenze dell’abitare. L’impennata dei costi di mercato per affitti e acquisti si scontra con la stagnazione dei salari, rendendo l’alloggio inaccessibile anche per chi lavora. Il dato è allarmante: per essere sostenibile, l’incidenza dell’affitto non dovrebbe superare il 25-30% del reddito, una soglia oggi ampiamente valicata nel libero mercato. Di fronte a questa emergenza vogliamo porci come facilitatore e garante per costruire alleanze larghe nel rispondere alla crisi dell’abitare”.



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